Lombardia maglia nera per morti e infortuni sul lavoro: 75 vittime in sei mesi, un decesso ogni 2,4 giorni
I dati Inail elaborati dalla Uil regionale fotografano un primo semestre drammatico: oltre 20mila infortuni denunciati, malattie professionali in crescita a doppia cifra
La Lombardia si conferma la regione con il bilancio più pesante d'Italia sul fronte della sicurezza sul lavoro. Elaborando i dati Inail relativi al primo semestre 2026, la Uil regionale ha contato 75 denunce di infortunio con esito mortale: un lavoratore morto ogni 2,4 giorni. Il confronto con lo stesso periodo del 2025 mostra una variazione contenuta, ma per il sindacato non si tratta in alcun modo di un segnale di miglioramento. "I dati del primo semestre confermano che in Lombardia la sicurezza non può essere governata per emergenze", osserva il segretario confederale Vittorio Sarti, secondo cui "gli infortuni aumentano in tutte le province, le malattie professionali crescono a doppia cifra e 75 denunce mortali in 6 mesi restano una ferita inaccettabile".
Oltre ventimila infortuni, malattie professionali in crescita in tutte le province
Il capitolo dei morti è soltanto una parte del drammatico quadro. Nei primi sei mesi dell'anno la Lombardia ha superato quota ventimila denunce di infortunio, con un incremento del 6,9% che colloca la regione al di sopra della media nazionale. Considerando tutte le tipologie di segnalazione, il totale sfiora le 60mila unità. Ancora più marcato l'andamento delle malattie professionali, salite dell'11,8% fino a circa 2.900 casi. L'aumento non è concentrato in un territorio specifico, riguarda tutte le province lombarde senza eccezioni.
Lavoratori stranieri e studenti, le categorie più esposte
L'analisi sindacale individua due fronti particolarmente critici. Gli infortuni che coinvolgono lavoratori nati fuori dall'Unione europea sono aumentati del 10,6%, un incremento che riguarda in particolare le fasce occupazionali più esposte a mansioni rischiose. Il secondo fronte è quello scolastico: le denunce che coinvolgono studenti si attestano intorno ai 12.600 casi, pari al 24% del totale nazionale, un primato che colloca la Lombardia al primo posto in Italia per infortuni in ambito scolastico. Il segretario generale Antonio Albrizio richiama inoltre un aspetto meno considerato, quello delle aggressioni fisiche e verbali subite da chi lavora a contatto con il pubblico, definendone la crescita "una recrudescenza inaccettabile".
Una serie che non si ferma
I numeri diffusi dalla Uil arrivano nello stesso periodo in cui la cronaca continua a registrare nuovi episodi mortali, come l'incidente che lunedì 17 agosto ha ucciso un trentatreenne travolto dal trattore durante la vendemmia a San Colombano al Lambro, nel Lodigiano. Un caso che, per il sindacato, si inserisce esattamente nel quadro descritto dai dati: quello di una regione dove la sicurezza sul lavoro resta un'emergenza strutturale, non un'eccezione.