Mafia: Milano ricorda il generale Dalla Chiesa a 43 anni dal suo omicidio
A piazza Diaz la cerimonia per il generale ucciso dalla mafia. Presenti istituzioni, familiari e l’Arma per rinnovare la memoria
Sono passati 43 anni dall’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, assassinato dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Questa mattina Milano ha rinnovato la memoria con una cerimonia ufficiale in piazza Diaz, davanti al Monumento al Carabiniere.
Alla deposizione delle corone hanno partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale e i figli del generale, Nando e Rita Dalla Chiesa.
Rita Dalla Chiesa: “Per me era mio padre, non solo il generale”
Al termine della cerimonia, Rita Dalla Chiesa ha voluto ricordare la dimensione più personale del padre: “Per voi era il generale, per me era mio padre. Mi sento grata a Milano, una città che ha una memoria forte di lui. Qui ha vissuto, ha combattuto le Brigate Rosse e il terrorismo. Milano fa parte del nostro DNA”.
Il ricordo delle istituzioni
Il ministro Nordio ha sottolineato il carisma e il senso dello Stato del generale, ricordando anche il loro lavoro comune contro le Brigate Rosse negli anni Ottanta. “Il ricordo più lacerante – ha aggiunto – fu il nostro ultimo incontro pochi mesi prima della sua uccisione”.
Anche il sindaco Sala ha voluto evidenziare il legame della famiglia Dalla Chiesa con Milano: “La loro presenza continua a dare un contributo importante alla città”.
L’eredità investigativa di Dalla Chiesa
Il generale Riccardo Galletta, comandante interregionale dei Carabinieri, ha messo in luce il lascito professionale di Dalla Chiesa: “È stato il padre di un nuovo metodo investigativo. Ha introdotto la condivisione delle informazioni tra forze diverse e il principio del follow the money, oggi pilastro delle indagini antimafia”.