Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Maxi blitz a Milano: sequestrati beni di lusso per oltre 3 milioni di euro a un uomo vicino alla ’ndrangheta

Un vero e proprio patrimonio milionario, tra immobili, conti e orologi di lusso, è stato sequestrato dai carabinieri del comando provinciale di Milano a un uomo di 50 anni, ritenuto vicino alla cosca Mancuso di Limbadi, una delle più potenti famiglie della ’ndrangheta calabrese.Il provvedimento, disposto ai fini della confisca preventiva, rientra nell’ambito dell’inchiesta “Old […]

Di

Un vero e proprio patrimonio milionario, tra immobili, conti e orologi di lusso, è stato sequestrato dai carabinieri del comando provinciale di Milano a un uomo di 50 anni, ritenuto vicino alla cosca Mancuso di Limbadi, una delle più potenti famiglie della ’ndrangheta calabrese.
Il provvedimento, disposto ai fini della confisca preventiva, rientra nell’ambito dell’inchiesta “Old Irons”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Il patrimonio nel mirino degli investigatori

Il sequestro riguarda otto Rolex di alto valore, conti correnti, due appartamenti, quindici autorimesse, altrettanti terreni edificabili, un bar-tabaccheria e un distributore di carburante con autolavaggio.
Secondo gli inquirenti, tutti questi beni sarebbero stati acquistati grazie ai proventi del traffico di droga, gestiti attraverso una rete di intestazioni fittizie e società di comodo.

L’indagine “Old Irons”: dal narcotraffico al riciclaggio

L’operazione “Old Irons”, conclusa nel febbraio 2025, aveva già portato all’arresto di 12 persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, riciclaggio, autoriciclaggio, usura e frodi fiscali.
L’uomo, già arrestato nello stesso blitz, avrebbe avuto un ruolo chiave nel reimpiego dei capitali illeciti in attività economiche apparentemente legittime.

Redditi irrisori e lusso sfrenato

Le indagini patrimoniali condotte dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano hanno evidenziato una forte sproporzione tra i redditi dichiarati e lo sfarzoso tenore di vita del sospettato.
Dalle verifiche è emerso che parte del patrimonio veniva gestita tramite prestanome, nel tentativo di occultare la provenienza illecita dei fondi e sfuggire ai controlli fiscali.

Condividi questo articolo

Altre notizie