Maxi blitz antidroga nel Milanese: smantellata rete della cocaina, 12 arresti e un imprenditore ai vertici
Operazione “Square” dei carabinieri: 12 arresti e una rete di spaccio smantellata tra Bollate e l’hinterland milanese. Sequestri e armi illegali.
Una vasta operazione dei carabinieri del Gruppo di Rho ha sgominato un’organizzazione criminale radicata nell’hinterland milanese e specializzata nello spaccio di cocaina. L’indagine, denominata “Square”, ha portato all’arresto di 12 persone, tra cui un imprenditore edile di 35 anni ritenuto il vertice della struttura.
Un sistema ramificato tra Bollate e l’hinterland
Il blitz ha coinvolto numerosi comuni: da Bollate a Garbagnate Milanese, passando per Novate, Baranzate, Arese, Senago, Paderno Dugnano e arrivando fino a Cantù.
Su disposizione del gip di Milano sono state eseguite 11 misure cautelari: tre in carcere e otto ai domiciliari. Un dodicesimo indagato è stato arrestato in flagranza, trovato con droga durante le perquisizioni.
Nel complesso, l’inchiesta ha toccato 26 persone, con ulteriori 14 soggetti denunciati a piede libero. Ventisette perquisizioni hanno portato anche a due arresti per detenzione di stupefacenti e possesso di un’arma clandestina.
La “piramide” dello spaccio: ruoli, consegne e depositi
Le indagini sono partite dalla tenenza dei carabinieri di Bollate, che hanno individuato una struttura organizzata in stile piramidale:
- depositi per lo stoccaggio e il confezionamento della droga,
- pusher attivi in varie aree,
- modalità di consegna studiate per eludere i controlli, come dosi nascoste nei cartoni della pizza o lanciate dalle finestre ai clienti.
“Bad”, l’imprenditore al comando
La figura al vertice era conosciuta come Bad: un imprenditore edile 35enne che, secondo gli inquirenti, gestiva approvvigionamento, distribuzione e coordinamento del gruppo. È lui l’indagato principale, accusato di dirigere l’intera rete di spaccio e di organizzare i flussi di cocaina.
Perché “Square”: le piazze, i quadrati e i codici dello spaccio
La rete operava su zone precise, suddivise in “piazze” e “quadrati”, da cui deriva il nome dell’operazione. Le dosi erano confezionate in bustine quadrate di cellophane, mentre i clienti salvavano sul telefono il numero dello spacciatore sotto la voce “quadrato”, un codice per identificare il pusher di riferimento.
Lo smercio avveniva ovunque: nei parcheggi isolati, nei giardinetti, davanti a supermercati e bar, oppure direttamente a domicilio, con consegne camuffate da “pizze” o pacchi.
Armi, contanti e cocaina: cosa è stato sequestrato
Durante l’operazione i carabinieri hanno sequestrato: una pistola Beretta 7,65 con matricola abrasa, 14 cartucce, 260 grammi di cocaina, 14.240 euro in contanti, materiale per il confezionamento dello stupefacente.
Un patrimonio che, secondo gli investigatori, rappresenta solo una parte dell’attività quotidiana della rete di spaccio.