Maxi sciopero dei taxi a Milano: presidio spontaneo alla Stazione Centrale contro l’abusivismo
Milano – Nel pomeriggio di martedì 15 aprile, un centinaio di tassisti milanesi ha inscenato una protesta non preannunciata nei pressi della Stazione Centrale per denunciare quella che definiscono “una concorrenza sleale e fuori controllo” da parte degli Ncc (noleggio con conducente), in particolare legati alla piattaforma Uber. Mobilitazione spontanea: prima alla Centrale, poi a […]
Milano – Nel pomeriggio di martedì 15 aprile, un centinaio di tassisti milanesi ha inscenato una protesta non preannunciata nei pressi della Stazione Centrale per denunciare quella che definiscono “una concorrenza sleale e fuori controllo” da parte degli Ncc (noleggio con conducente), in particolare legati alla piattaforma Uber.
Mobilitazione spontanea: prima alla Centrale, poi a Linate
La protesta ha avuto inizio intorno alle ore 14 in piazza Luigi di Savoia, dove i tassisti si sono radunati in presidio esponendo uno striscione che recitava “Più controlli, meno illegalità”. Dopo il raduno alla Centrale, il gruppo si è spostato all’aeroporto di Linate per proseguire l’iniziativa. L’azione non è stata coordinata da alcuna sigla sindacale, ma è nata direttamente dal confronto tra lavoratori del settore, come segnale forte di malcontento.
L’accusa dei tassisti: “Uber e Ncc aggirano le regole”
Uno dei manifestanti ha spiegato ai media i motivi della mobilitazione: “A Milano operano circa 2.000 auto Ncc, spesso provenienti da altre province, che svolgono servizio taxi senza però sottostare alle stesse normative. Questo sistema erode fino al 30% del nostro guadagno annuo”. La richiesta è quella di maggiori controlli, soprattutto per verificare il rispetto delle regole di territorialità da parte degli Ncc.
Prossime azioni in vista della sentenza del TAR
Secondo quanto dichiarato dai tassisti, quella di lunedì è solo la prima di una serie di proteste. Il 24 aprile è infatti previsto uno sciopero generale nelle città di Torino e Firenze, in attesa della sentenza del TAR, che dovrà stabilire se gli Ncc sono tenuti a rispettare vincoli territoriali precisi. La categoria resta in allerta, pronta a ulteriori azioni se non ci saranno risposte concrete.