Metalmeccanici in sciopero, 32 ore di mobilitazione in Lombardia per il contratto fermo da un anno
Alta partecipazione nelle fabbriche: oltre 80% di adesione in alcune aziende secondo la Fiom Milano – Continua la mobilitazione dei lavoratori metalmeccanici in Lombardia, dove nelle ultime settimane si sono susseguiti nuovi scioperi per sollecitare il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria, scaduto ormai da quasi un anno. Le iniziative di protesta sono organizzate da […]
Alta partecipazione nelle fabbriche: oltre 80% di adesione in alcune aziende secondo la Fiom
Milano – Continua la mobilitazione dei lavoratori metalmeccanici in Lombardia, dove nelle ultime settimane si sono susseguiti nuovi scioperi per sollecitare il rinnovo del Contratto Nazionale di categoria, scaduto ormai da quasi un anno. Le iniziative di protesta sono organizzate da Fim, Fiom e Uilm, che denunciano lo stallo delle trattative con Federmeccanica, accusata di non voler aprire un confronto costruttivo sulle richieste dei lavoratori.
Oltre 30 ore di sciopero: una mobilitazione senza precedenti dal 1999
Finora sono state proclamate 32 ore di sciopero, una mobilitazione che non si vedeva da più di due decenni. Secondo i sindacati, questa partecipazione così ampia è un segnale chiaro del malcontento tra i lavoratori e della necessità di un contratto equo che tenga conto dell’attuale scenario economico.
Aziende coinvolte: dalla ABB di Sesto alla Electrolux di Solaro
Le agitazioni hanno interessato numerosi stabilimenti dell’hinterland milanese e della Lombardia, tra cui:
ABB (Sesto San Giovanni)
Negri Bossi (Cologno Monzese)
Emerson (Bussero)
Lobo (Cornaredo)
Kone Industrial (Pero)
Fontana (Zoate)
Electrolux (Solaro)
Deloro Microfusione (Pieve Emanuele)
In diverse realtà, l’adesione agli scioperi ha superato l’80%, testimoniando una forte coesione sindacale e la determinazione dei lavoratori a ottenere miglioramenti salariali e normativi.
Salari e inflazione: “Serve un contratto che protegga il potere d’acquisto”
La critica principale mossa dai sindacati riguarda la perdita di potere d’acquisto dei salari italiani rispetto alla media europea, un trend aggravato dall’inflazione e dal blocco del contratto. Il 98% dei lavoratori, secondo i dati delle sigle sindacali, ha approvato le piattaforme rivendicative per il rinnovo, ma le trattative con Federmeccanica restano ferme.
Tensioni con Assolombarda: “Richieste salariali da anni ‘70”? Replica dura dei sindacati
La tensione si è ulteriormente inasprita dopo una dichiarazione di un vicepresidente di Assolombarda, che ha definito “da anni ’70” le richieste salariali avanzate dai lavoratori. Le organizzazioni sindacali hanno giudicato queste affermazioni “provocatorie e irrispettose”, ribadendo la necessità di un dialogo serio e concreto con le controparti per dare risposte a chi, ogni giorno, contribuisce con il proprio lavoro al tessuto produttivo del Paese.