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Milano, 40mila case a rischio abuso edilizio: il dossier delle Famiglie Sospese

Oltre 1.200 edifici contestati e 8 milioni di metri cubi nel mirino. Il Comitato chiede al Governo un intervento urgente.

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Un’inchiesta condotta dal Comitato Famiglie Sospese mette sotto la lente il futuro di migliaia di abitazioni a Milano. Secondo il report, fino a 40mila case costruite dal 2010 al 2023 rischiano di essere considerate abusive, con conseguenze potenzialmente devastanti per le famiglie.

1.200 edifici nel mirino della Procura

L’allarme riguarda circa 1.200 edifici sopra i 25 metri, realizzati senza Piano attuativo ma con titoli edilizi diretti, in contrasto con la legge urbanistica del 1942. La stima del Comitato parla di oltre 8 milioni di metri cubi di costruzioni potenzialmente irregolari, tra nuove edificazioni e ristrutturazioni “pesanti”.

Rischi legali ed economici per famiglie e notai

Le possibili ripercussioni non riguardano solo i costruttori. Una recente sentenza della Cassazione stabilisce che gli acquirenti non possono più considerarsi “terzi incolpevoli” in caso di immobili irregolari. Questo significa:

  • rischio di accuse di truffa per i venditori;
  • possibili indagini sui notai che hanno rogato gli atti;
  • revoca di bonus edilizi ed ecobonus con obbligo di restituzione delle agevolazioni ricevute.

“Serve un intervento del Governo o sarà caos”

Il portavoce del Comitato, Filippo Maria Borsellino, chiede un’azione immediata:

“Migliaia di famiglie potrebbero ritrovarsi senza certezze sulla loro casa. Costruttori e Comune sostengono di aver rispettato le regole, ma la Procura contesta la legittimità degli atti. Senza un intervento legislativo chiaro, il rischio è il caos totale”.

Il Comitato sottolinea anche che i costruttori hanno responsabilità limitate a cinque anni, mentre le famiglie potrebbero restare esposte a vita.

L’incontro al Tribunale di Milano

Domani, 25 settembre, una delegazione del Comitato sarà ricevuta dal presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia. L’obiettivo è ottenere tutele concrete e una mediazione istituzionale per proteggere chi rischia di perdere non solo il valore dell’immobile, ma la casa stessa.

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