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Milano, 48 ore di terrore: accoltella un collega, uccide una donna e si suicida dal Duomo

Milano – Una sequenza drammatica di eventi ha sconvolto Milano nel fine settimana del 10 e 11 maggio. Protagonista Emanuele De Maria, 35 anni, detenuto in regime di semilibertà presso il carcere di Bollate, autorizzato a lavorare all’esterno. In meno di 48 ore ha accoltellato un collega, ucciso una donna e infine si è tolto […]

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Milano – Una sequenza drammatica di eventi ha sconvolto Milano nel fine settimana del 10 e 11 maggio. Protagonista Emanuele De Maria, 35 anni, detenuto in regime di semilibertà presso il carcere di Bollate, autorizzato a lavorare all’esterno. In meno di 48 ore ha accoltellato un collega, ucciso una donna e infine si è tolto la vita lanciandosi dalle terrazze del Duomo.

Accoltellamento all’alba vicino alla Stazione Centrale

Sabato mattina, nei pressi dell’Hotel Berna, struttura in cui lavorava grazie a un programma di reinserimento, De Maria ha aggredito con un coltello un collega barista, il 29enne egiziano Hani Nasr, colpendolo ripetutamente. La vittima è stata operata d’urgenza all’Ospedale Niguarda ed è ora fuori pericolo, pronta a essere ascoltata dagli inquirenti.

Il corpo di una donna ritrovato al Parco Nord: è la collega scomparsa

La svolta è arrivata nel pomeriggio dello stesso giorno, quando i carabinieri, coadiuvati dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, hanno trovato nel Parco Nord il cadavere di Chamila Wijesuriya, 50 anni, cittadina italiana di origine srilankese, collega di De Maria all’albergo. Scomparsa da venerdì, era stata cercata dal marito dopo che non si era presentata al lavoro. Due ferite alla gola e tagli ai polsi fanno ipotizzare un omicidio premeditato.

Un passato violento: secondo femminicidio per De Maria

Emanuele De Maria era già stato condannato per un femminicidio nel 2016: aveva ucciso a coltellate una giovane donna tunisina, Oumaima Rache, a Castel Volturno. Dopo la fuga all’estero, era stato catturato nel 2018 in Germania e successivamente trasferito a Bollate, dove aveva iniziato un percorso di reinserimento. Il fine pena era previsto per il 2030.

Dalle immagini di videosorveglianza all’agguato per gelosia

Le ultime ore di Chamila sono state in parte ricostruite grazie alle immagini di sorveglianza: si vede la donna camminare con De Maria nei pressi del Parco Nord venerdì sera. Due ore dopo, lui viene ripreso da solo alla fermata Bignami della metropolitana. Sabato all’alba, avrebbe atteso il collega per colpirlo, forse mosso dalla gelosia o dal sospetto di una relazione con la donna.

Suicidio al Duomo: l’epilogo di una spirale di violenza

Nel primo pomeriggio di domenica, De Maria ha raggiunto il Duomo di Milano, acquistando regolarmente un biglietto per l’accesso alle terrazze. Una volta in cima, si è lanciato nel vuoto, morendo sul colpo. Il corpo è stato riconosciuto grazie ai numerosi tatuaggi e ai documenti, tra cui frammenti appartenenti alla vittima, trovati in suo possesso.

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