Milano, accoltellamento sul filobus 90 in zona Stazione Centrale: ferito un passeggero, aggredito anche l’autista
Due persone finiscono al pronto soccorso e torna l’allarme sicurezza
Attimi di tensione nella tarda serata di sabato 17 gennaio su un filobus della linea 90, la circolare esterna di Milano. Intorno alle 23, nei pressi della Stazione Centrale, una lite tra due uomini è degenerata in un accoltellamento all’interno del mezzo pubblico, seminando il panico tra i passeggeri.
L’aggressione e l’intervento dell’autista
Uno dei due uomini coinvolti è rimasto ferito. A intervenire per prestare i primi soccorsi è stato il conducente del filobus, che ha agito con prontezza e senso di responsabilità. Durante i concitati momenti successivi all’aggressione, però, anche l’autista sarebbe stato a sua volta colpito, riportando uno stato di forte shock.
Due feriti in ospedale
Sul posto sono arrivati rapidamente i soccorsi: ambulanze, un’automedica e le pattuglie dei carabinieri. Secondo quanto riferito da Areu, due persone sono state trasportate al pronto soccorso: una all’ospedale Città Studi in codice verde, l’altra al Fatebenefratelli in codice giallo. Tracce di sangue sono rimaste visibili all’interno del filobus, a testimonianza della violenza dell’episodio.
La denuncia politica: “Servono presìdi fissi sui mezzi pubblici”
A riportare l’accaduto è stato anche Mattia Ferrarese, consigliere del Municipio 3 per Fratelli d’Italia, che insieme a Ettore Vairo, esponente del dipartimento trasporti del partito a Milano, parla di un episodio “gravissimo e inaccettabile”. Secondo i due, quanto accaduto conferma come la sicurezza sui mezzi pubblici, soprattutto nelle ore serali e notturne, sia ormai una criticità strutturale.
Ferrarese e Vairo chiedono un cambio di passo immediato: più presenza della polizia locale, controlli costanti e presìdi di sicurezza sulle linee considerate più problematiche, a partire proprio dalle circolari. “Non è accettabile – sottolineano – che cittadini e lavoratori del trasporto pubblico viaggino con la paura di subire aggressioni”.