Svolta storica al Comune di Milano: 2.000 euro in più per tutti i dipendenti nel 2025
Il Comune di Milano firma con i sindacati un’intesa da 25 milioni: bonus una tantum, indennità aumentate e investimenti sul welfare per 13mila lavoratori.
Il Comune di Milano e le sigle sindacali Fp-Cgil, Uil Fpl e Csa hanno firmato un accordo che porta nelle tasche di ogni dipendente 2.000 euro lordi una tantum nel 2025. Un intervento definito “storico” dai sindacati, reso possibile dall’aumento del fondo del salario accessorio introdotto dall’ultima Legge di Bilancio, che ha permesso agli enti locali di ampliare le risorse rispetto agli anni precedenti.
L’80% del fondo andrà a finanziare la produttività: per i lavoratori significa un incremento di 250 euro rispetto al 2024 e, come sottolinea la Fp-Cgil, una sorta di tredicesima extra, persino superiore alla mensilità media di un dipendente comunale.
Indennità più alte per chi lavora sul campo
Non solo bonus: l’accordo ridisegna anche alcune indennità.
Tra le principali novità:
- Polizia locale: indennità giornaliera esterna da 10 a 15 euro, e +3,75 euro sulla voce “condizione lavoro”.
- Educatori dell’infanzia: incremento di 3 euro al giorno.
- Welfare aziendale: finanziamento raddoppiato a 200mila euro.
- Progetti speciali: 2,25 milioni per iniziative che migliorano servizi e performance.
Previsti anche 1,7 milioni per completare entro il 2026 le progressioni economiche orizzontali, mentre con l’accordo definitivo potrebbe arrivare un aumento dedicato al personale tecnico dei lavori pubblici.
Un investimento per 13mila lavoratori
In totale, nelle buste paga dei dipendenti comunali arriveranno 12 milioni di euro in più, parte di un pacchetto complessivo da 25 milioni messo in campo da Palazzo Marino.
Per Alessia Cappello, assessora al Lavoro, si tratta di un risultato che “migliora le condizioni salariali e lavorative di 13mila lavoratori, un gesto concreto di attenzione e ascolto”.
Sulla stessa linea l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, che richiama anche le parole del presidente Mattarella: in una fase di inflazione e aumento del costo della vita, l’adeguamento dei salari è “un’urgenza sociale e un atto di giustizia verso chi garantisce ogni giorno i servizi pubblici”.