Milano, al via il processo sugli abusi nel Cpr: avviata l’udienza per gli ex gestori, chiesto un rinvio
Al centro dell’indagine le condizioni inumane denunciate dai migranti detenuti nella struttura di via Corelli Milano – È iniziato presso la decima sezione penale del Tribunale di Milano il processo riguardante la gestione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di via Corelli, noto per le gravi condizioni in cui sarebbero stati trattenuti i […]
Al centro dell’indagine le condizioni inumane denunciate dai migranti detenuti nella struttura di via Corelli
Milano – È iniziato presso la decima sezione penale del Tribunale di Milano il processo riguardante la gestione del Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di via Corelli, noto per le gravi condizioni in cui sarebbero stati trattenuti i migranti. Sul banco degli imputati figurano Alessandro Forlenza e Consiglia Caruso, indicati come amministratori di fatto e di diritto, insieme alla società Martinina Srl, allora responsabile della struttura.
Chiesta la sospensione per un nuovo accordo di patteggiamento
Durante l’udienza, la difesa di Forlenza e della società ha presentato una istanza di rinvio per riformulare una proposta di patteggiamento, dopo che una precedente richiesta era stata respinta dal giudice dell’udienza preliminare, Mattia Fiorentini. Tuttavia, diversi avvocati delle parti civili si sono opposti a tale rinvio. In particolare i legali Eugenio Losco (per l’associazione Naga) e gli avvocati Enrico Belloli e Maria Pia Cecere, in rappresentanza di quattro migranti.
Richiesta la citazione del Ministero dell’Interno come responsabile civile
I difensori delle parti civili hanno inoltre ribadito la richiesta – già rigettata in precedenza – di citare il Ministero dell’Interno come responsabile civile nel processo. Al momento, il Ministero figura soltanto come parte civile nel procedimento. La richiesta si fonda sul presunto ruolo di vigilanza e controllo che il Ministero avrebbe avuto nei confronti della gestione del Cpr.
Accuse e prossime tappe: udienza rinviata a luglio
Il procedimento trae origine da un’indagine condotta dai pubblici ministeri Paolo Storari e Giovanna Cavalleri, con le accuse principali di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d’asta. Il giudice ha deciso di rinviare la prossima udienza al 4 luglio 2025, quando si valuterà l’eventuale ammissione del nuovo patteggiamento e le ulteriori istanze delle parti coinvolte.