Milano: cantieri bloccati da 5 anni, le cooperative abitative chiedono risposte concrete
Milano – Sono circa 400 gli alloggi di edilizia convenzionata, sia in vendita che in affitto, bloccati negli uffici dell’Urbanistica del Comune di Milano a seguito di un’indagine della Procura. Questa situazione ha portato a un prolungato stallo nei progetti residenziali nei quartieri di Certosa, Taggia, Lambrate e Niguarda, nonostante gli investimenti effettuati e le […]
Milano – Sono circa 400 gli alloggi di edilizia convenzionata, sia in vendita che in affitto, bloccati negli uffici dell’Urbanistica del Comune di Milano a seguito di un’indagine della Procura. Questa situazione ha portato a un prolungato stallo nei progetti residenziali nei quartieri di Certosa, Taggia, Lambrate e Niguarda, nonostante gli investimenti effettuati e le revisioni progettuali richieste dalle autorità competenti.
Il blocco dei cantieri non solo crea incertezza per i soci del Consorzio Cooperative Lavoratori (CCL), che da anni attendono di poter accedere a un’abitazione a costi sostenibili, ma ha anche pesanti ripercussioni sui lavoratori del settore, il cui impiego è a rischio a causa della paralisi amministrativa.
Assemblea pubblica per informare e mobilitarsi
Per fare chiarezza sulla situazione e discutere le azioni future, le cooperative coinvolte hanno organizzato un’assemblea aperta presso il Salone Clerici della sede ACLI di Milano. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra soci e rappresentanti delle cooperative, con l’obiettivo di fornire aggiornamenti concreti e, se necessario, avviare una mobilitazione collettiva per ottenere risposte dalle istituzioni.
Habitat Taggia: “Dopo 5 anni di attesa, servono certezze”
Marco Galbiati, Presidente di Habitat Taggia, ha sottolineato il disagio vissuto dai soci della cooperativa, che attende di realizzare 140 alloggi nella zona del Parco delle Cave. “Abbiamo avviato il progetto nel 2020 e in breve tempo abbiamo raggiunto oltre l’80% di adesioni. Tuttavia, dopo cinque anni, i soci sono ancora in attesa dell’avvio dei lavori. Nonostante i costi sostenuti per adeguare interamente il progetto alle nuove disposizioni urbanistiche, il Comune non ha ancora fornito tempistiche certe. Chiediamo un impegno concreto affinché questa situazione si sblocchi definitivamente.”
Anche Cascina Gatti, che si occupa del progetto residenziale in via Ornato, ha voluto dare il proprio contributo all’assemblea. Lorenzo Carenzi, Presidente della cooperativa, ha spiegato: “Abbiamo partecipato all’incontro perché vogliamo prevenire i problemi che stanno bloccando altre realtà del CCL. Negli ultimi mesi abbiamo modificato alcuni aspetti progettuali, tra cui l’altezza degli edifici, per allinearci alle nuove indicazioni urbanistiche. Siamo pronti a partire con i lavori e chiediamo solo che vengano rispettati i termini di legge per garantire una casa a cinquanta famiglie.”
CCL: “Se il Comune non risponde, ci mobiliteremo”
L’assemblea si è conclusa con l’intervento di Alessandro Maggioni, Presidente di CCL, che ha ribadito l’importanza dell’unità tra cooperative per affrontare la situazione. “Abbiamo convocato questa assemblea congiunta perché crediamo che l’unione faccia la forza. I nostri soci non sono solo numeri, ma persone reali che vogliono una casa a Milano a costi accessibili. Siamo fiduciosi che il Comune risponderà positivamente, ma se così non fosse, non esiteremo a mobilitarci. La cooperazione autentica è un valore fondamentale per Milano, e vogliamo che il nostro impegno venga riconosciuto.”
Un appello al Comune: servono risposte e tempistiche chiare
Le cooperative abitative di Milano chiedono risposte certe e tempistiche definite per lo sblocco dei cantieri. Dopo anni di attese e adeguamenti progettuali, i soci meritano chiarezza sul proprio futuro abitativo. La speranza è che l’amministrazione comunale, da sempre attenta alla cooperazione, dia segnali concreti per risolvere questa situazione e garantire il diritto alla casa a centinaia di famiglie.