Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Milano: cresce il numero di imprese straniere di prossimità

Milano – La Camera di Commercio di Milano, Lodi e Monza Brianza ha rivelato un fenomeno in rapida evoluzione: negli ultimi tre anni, il numero delle microimprese guidate da imprenditori stranieri è aumentato in modo significativo, con alcune attività che hanno registrato una crescita a tre cifre. Questa trasformazione sta interessando in particolare il settore […]

Di

Milano – La Camera di Commercio di Milano, Lodi e Monza Brianza ha rivelato un fenomeno in rapida evoluzione: negli ultimi tre anni, il numero delle microimprese guidate da imprenditori stranieri è aumentato in modo significativo, con alcune attività che hanno registrato una crescita a tre cifre. Questa trasformazione sta interessando in particolare il settore dell’artigianato e del piccolo commercio, oggi sempre più dominato da imprenditori non italiani.

In particolare, le imprese straniere attive nella filiera casa hanno raggiunto un numero quasi doppio rispetto a quelle italiane, con quasi 8.000 unità su un totale di 12.000. Il settore delle pulizie ha già visto il sorpasso, con 3.181 attività straniere rispetto alle 2.085 italiane. Inoltre, si osserva un notevole incremento nel commercio ambulante, dove oltre il 70% degli operatori è di origine straniera, e in costante crescita sono anche le attività legate al cibo da asporto, alla sartoria, alla pelletteria e ai servizi di riparazione.

“Diventare imprenditori rispettosi delle regole è senza dubbio una chiave fondamentale per favorire una maggiore integrazione sociale,” ha dichiarato Marco Accornero, Segretario di Unione Artigiani Milano. “È essenziale sapersi confrontare con enti pubblici, fornitori, lavoratori e banche.” Tuttavia, gli imprenditori stranieri devono affrontare le stesse difficoltà che ha vissuto la comunità italiana, amplificate da barriere linguistiche e dalla complessità normativa di un mercato in continua evoluzione.

Le difficoltà iniziali sono evidenti: le banche spesso faticano a offrire conti correnti e linee di credito ai titolari stranieri, costretti a trovare soluzioni alternative e, in alcuni casi, a correre il rischio di cadere in situazioni di sfruttamento. Accornero sottolinea che “non esistono, nemmeno a livello nazionale, corsi sulla sicurezza sul lavoro in lingua straniera”. Di fronte a questa realtà, l’Unione Artigiani sta attuando una sperimentazione con corsi in lingua cinese, riscontrando un interesse crescente tra nuovi imprenditori.

“Per gli italiani, gli spazi di mercato rimangono vasti,” conclude Accornero. “Gli artigiani con buone specializzazioni sono molto richiesti, sia come lavoratori autonomi che come dipendenti.” L’analisi della Camera di Commercio offre così uno spaccato della nuova economia milanese, dove il contributo degli imprenditori stranieri è sempre più determinante.

Condividi questo articolo

Altre notizie