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Milano: fantoccio di Elon Musk appeso a testa in giù a Piazzale Loreto

Milano – Un fantoccio raffigurante Elon Musk è stato appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, nel pomeriggio di martedì 21 gennaio. A rivendicare l’azione, il collettivo studentesco “Cambiare Rotta”, che ha condiviso su Instagram la foto dell’accaduto accompagnata dalla frase: “C’è sempre posto a Piazzale Loreto, Elon…”. Il manichino, realizzato con una tuta […]

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Milano – Un fantoccio raffigurante Elon Musk è stato appeso a testa in giù a Piazzale Loreto, nel pomeriggio di martedì 21 gennaio. A rivendicare l’azione, il collettivo studentesco “Cambiare Rotta”, che ha condiviso su Instagram la foto dell’accaduto accompagnata dalla frase: “C’è sempre posto a Piazzale Loreto, Elon…”.

Il manichino, realizzato con una tuta bianca e una maschera raffigurante il volto del fondatore di Tesla e proprietario di X, ha suscitato reazioni contrastanti, coinvolgendo anche il mondo politico.

La rivendicazione

Secondo il collettivo, l’azione è una critica simbolica a Musk, legata a recenti controversie internazionali. L’episodio arriva poco dopo la presunta partecipazione di Musk a un evento in cui avrebbe compiuto gesti controversi, scatenando reazioni globali.

La reazione del Presidente di Regione Lombardia

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha condannato fermamente il gesto, definendolo una manifestazione di “estremismo di sinistra”.

“L’azione stupida e ridicola di questi estremisti di sinistra non meriterebbe neppure un commento, se non per evidenziare che è frutto di quella cultura comunista che vede il nemico come da abbattere”. Così Fontana sui propri canali social. “È inaccettabile che un atto del genere avvenga nella civile e democratica Milano, una città e una regione lontane anni luce da questi esaltati”.

Reazioni online e attenzione mediatica

La scelta di Piazzale Loreto non è casuale. Il luogo richiama il momento storico in cui furono esposti i corpi di Benito Mussolini e Claretta Petacci nel 1945. Questa connessione simbolica ha amplificato la portata mediatica dell’episodio, suscitando discussioni sui confini della protesta politica e sul rispetto dei luoghi storici.

L’azione ha generato un acceso dibattito sui social media, dove il post del collettivo “Cambiare Rotta” è stato ampiamente condiviso e commentato. Mentre alcuni hanno difeso il gesto come forma di espressione, altri lo hanno condannato come inopportuno e offensivo.

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