Milano guida la spesa sociale in Italia: presentato il nuovo Rapporto di Fondazione per la Sussidiarietà
Milano – Il capoluogo lombardo si conferma tra le città italiane più virtuose nel campo della spesa sociale. Secondo il nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… welfare territoriale” presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà presso la Torre PwC, Milano ha investito nel 2021 ben 237 euro pro-capite per il welfare, superando ampiamente sia la media nazionale […]
Milano – Il capoluogo lombardo si conferma tra le città italiane più virtuose nel campo della spesa sociale. Secondo il nuovo Rapporto “Sussidiarietà e… welfare territoriale” presentato oggi dalla Fondazione per la Sussidiarietà presso la Torre PwC, Milano ha investito nel 2021 ben 237 euro pro-capite per il welfare, superando ampiamente sia la media nazionale (142 euro) che quella regionale (158 euro).
Un patto sociale da rinnovare: più Stato e più società
Nel corso dell’incontro sono intervenuti numerosi esperti e rappresentanti istituzionali tra cui Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio del Comune di Milano, e Giovanni Andrea Toselli, Presidente e AD di PwC Italia.
“Investire nel welfare non è solo un dovere etico, ma una scelta strategica per costruire comunità coese e sistemi economici più solidi”, ha affermato Vittadini. “È tempo di ridefinire il nostro patto sociale, mettendo al centro il principio di sussidiarietà: più Stato, ma anche più società”.
Il Comune di Milano: presidio di welfare e inclusione
Milano destina circa il 15% del proprio bilancio al welfare: nel 2025 il budget previsto è di 268 milioni di euro. Emmanuel Conte ha sottolineato la necessità di rafforzare il ruolo dei Comuni: “Siamo il primo punto di riferimento per i cittadini. Le politiche sociali devono rispondere sia alle marginalità tradizionali sia al crescente disagio dei ceti medi. Serve più autonomia fiscale e una visione urbana come leva di sviluppo e coesione”.
Welfare italiano: disparità crescenti e accesso difficile
Il Rapporto offre un’analisi approfondita del welfare territoriale in Italia, evidenziando forti criticità. Nonostante l’Italia sia tra i Paesi europei con la maggiore spesa sociale (30% del PIL, pari a 620 miliardi di euro), solo il 38% dei cittadini si dichiara soddisfatto delle politiche sociali. Le pensioni assorbono quasi la metà delle risorse, mentre meno del 20% va a famiglie, disabili e disoccupati.
Tra i problemi più gravi, spiccano le disuguaglianze territoriali e l’accesso limitato ai servizi: oltre il 67% di chi ha richiesto aiuto ha incontrato difficoltà. Le famiglie con disabili sono particolarmente esposte: più del 28% è a rischio povertà o esclusione.
Da una logica burocratica a un approccio personalizzato
Il documento mette in discussione un modello ancora troppo sbilanciato sul trasferimento monetario e su servizi frammentati. Manca, secondo la Fondazione, una presa in carico integrata della persona e un’efficace governance del sistema. L’attuale rete istituzionale, con competenze suddivise tra Stato, Regioni e Comuni, risulta spesso disorganica e inefficiente.
Le proposte del Rapporto: cinque azioni per riformare il welfare
Per superare le attuali criticità e costruire un welfare più equo ed efficace, la Fondazione propone:
- Presa in carico personalizzata delle persone, con valutazione completa dei bisogni.
- Progettazione e valutazione integrata dei servizi sociali.
- Centri territoriali accessibili e multifunzionali.
- Coordinamento centrale della spesa, con più investimenti nel capitale umano.
- Alleanza forte tra pubblico e Terzo Settore, svincolata dalle sole logiche di mercato.
Ricerca promossa da un ampio network scientifico
Il Rapporto è stato curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, in collaborazione con Aiccon, IFEL, Ipsos, Istat e con il contributo della Fondazione Cariplo. È disponibile online sul sito ufficiale della Fondazione: www.sussidiarieta.net.