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Milano, imprenditori truffati da falsi funzionari del Ministero della Difesa

Maxi truffa con il nome del ministro Crosetto: indagano i Carabinieri Milano – Alcuni imprenditori milanesi sono caduti vittime di una sofisticata truffa telefonica in cui i malviventi si sono spacciati per funzionari del Ministero della Difesa. Fingendosi membri dello staff del ministro Guido Crosetto, hanno avanzato richieste di ingenti somme di denaro. Convincendo almeno […]

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Maxi truffa con il nome del ministro Crosetto: indagano i Carabinieri

Milano – Alcuni imprenditori milanesi sono caduti vittime di una sofisticata truffa telefonica in cui i malviventi si sono spacciati per funzionari del Ministero della Difesa. Fingendosi membri dello staff del ministro Guido Crosetto, hanno avanzato richieste di ingenti somme di denaro. Convincendo almeno due imprenditori del capoluogo lombardo a effettuare bonifici di centinaia di migliaia di euro.

L’inchiesta è attualmente seguita dai Carabinieri di Milano e dalla Procura, che ha aperto un fascicolo per truffa aggravata contro ignoti.

Un bonifico da un milione di euro: il raggiro scoperto in extremis

Il modus operandi della truffa non è ancora del tutto chiaro, ma le indagini hanno rivelato che i criminali utilizzavano numeri telefonici con prefisso di Roma, contattando le vittime con pretesti istituzionali. In almeno un caso, sarebbe partito un bonifico da un milione di euro, che gli inquirenti stanno cercando di bloccare per evitare che il denaro finisca nelle mani dei truffatori.

La denuncia di Crosetto sui social: “Attenzione alla truffa”

A rendere pubblica la vicenda è stato lo stesso ministro della Difesa, Guido Crosetto, attraverso un post su X (ex Twitter). Il ministro ha raccontato di essere stato informato da un grande imprenditore, suo conoscente, di aver ricevuto richieste sospette dalla sua presunta segreteria.

“Mi chiede perché la mia Segreteria avesse chiamato la sua per avere il suo cellulare. Gli dico che era assurdo e che era impossibile. Verifico e mi confermano che nessuno lo ha cercato. Archivio la cosa. Dopo un’ora mi chiamano di nuovo: un noto imprenditore mi racconta di essere stato contattato da me e poi da un Generale, e di aver effettuato un bonifico molto elevato a un conto indicato dal ‘Generale’. Gli dico che è una truffa e avviso subito i Carabinieri, che raccolgono la denuncia”, ha spiegato Crosetto.

Il ministro ha deciso di rendere pubblici i fatti per evitare che altri possano cadere vittime dello stesso schema criminale.

Un finto riscatto per liberare militari prigionieri

Secondo le prime indagini, in almeno un caso i truffatori avrebbero utilizzato come pretesto una presunta operazione di riscatto per liberare militari italiani tenuti prigionieri. Dopo aver insospettito una delle vittime, i criminali avrebbero coinvolto un finto “Generale”, risultando così ancora più credibili e convincendo l’imprenditore a effettuare un trasferimento di denaro.

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