Milano, incendio nel carcere Beccaria: cinque intossicati
Fiamme nel carcere minorile: intervento dei soccorsi Milano – Un incendio è divampato nel pomeriggio di lunedì marzo all’interno dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, situato in via Dei Calchi Taeggi, nella zona di Bisceglie. Le fiamme sono state appiccate da alcuni detenuti al secondo piano della struttura, dando origine a una protesta. Sul posto […]
Fiamme nel carcere minorile: intervento dei soccorsi
Milano – Un incendio è divampato nel pomeriggio di lunedì marzo all’interno dell’Istituto Penale Minorile Beccaria di Milano, situato in via Dei Calchi Taeggi, nella zona di Bisceglie. Le fiamme sono state appiccate da alcuni detenuti al secondo piano della struttura, dando origine a una protesta. Sul posto sono intervenuti tempestivamente sette mezzi dei vigili del fuoco e diverse ambulanze del 118.
Cinque persone intossicate: detenuti e agenti coinvolti
A causa del fumo sprigionato dall’incendio, cinque persone hanno riportato sintomi di intossicazione: due detenuti, due agenti della polizia penitenziaria e un medico. Tutti sono stati assistiti dal personale sanitario, ma fortunatamente nessuno risulta in gravi condizioni. Durante la protesta, due ulteriori agenti sono rimasti feriti in modo lieve a seguito del lancio di piastrelle.
Precedenti disordini e richieste di intervento
Non è il primo episodio di tensione all’interno del Beccaria: nella notte del 13 marzo, si era verificata una protesta simile, con un altro incendio doloso che aveva causato l’intossicazione di quattro giovani detenuti e di un agente della polizia penitenziaria.
L’assessore regionale alla Sicurezza, Romano La Russa, ha espresso preoccupazione per la gestione della struttura, sottolineando la necessità di rivedere l’intero sistema educativo del carcere. Anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha preso posizione, ribadendo la necessità di un intervento da parte del Ministero della Giustizia per un profondo rinnovamento dell’istituto penitenziario.
Sindacati di polizia penitenziaria: “Rivedere il regime di detenzione”
I sindacati della polizia penitenziaria hanno sollevato la questione dell’innalzamento dell’età dei detenuti nelle carceri minorili. Evidenziando come la presenza di giovani adulti fino ai 25 anni abbia reso la gestione più complessa. Donato Capece, Segretario Generale del Sappe, ha definito irresponsabile la condotta dei detenuti coinvolti nei disordini, sottolineando il rischio che i giovani più vulnerabili possano subire influenze negative da parte dei detenuti più grandi.
Aldo Di Giacomo, Segretario Generale del S.PP., ha invece evidenziato il sovraffollamento delle strutture per minori, con un aumento significativo del numero di detenuti dopo il decreto Caivano. Ha quindi richiesto una riforma urgente per differenziare il trattamento dei detenuti in base all’età e implementare programmi personalizzati di rieducazione.