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Milano: la Polizia di Stato commemora tre eroi della Resistenza con le Pietre d’Inciampo

Milano – La Polizia di Stato, in collaborazione con l’Unione Comunità Ebraica Italiana, ha partecipato all’iniziativa Stolpersteine, o “Pietre d’Inciampo”, per onorare la memoria di tre agenti che hanno svolto un ruolo cruciale nella lotta contro il nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Questore di Milano, Bruno Megale, insieme al Prefetto di Milano e […]

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Milano – La Polizia di Stato, in collaborazione con l’Unione Comunità Ebraica Italiana, ha partecipato all’iniziativa Stolpersteine, o “Pietre d’Inciampo”, per onorare la memoria di tre agenti che hanno svolto un ruolo cruciale nella lotta contro il nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale. Il Questore di Milano, Bruno Megale, insieme al Prefetto di Milano e all’Assessore al Comune di Milano, Marco Granelli, ha partecipato a una cerimonia pubblica in cui sono state posizionate, all’ingresso della Questura di Milano in Via Fatebenefratelli nr. 11, tre Pietre d’Inciampo dedicate a Giuseppe Prata, Emiddio Mastrodomenico e Angelo Molino, poliziotti che hanno sacrificato la loro vita durante l’occupazione nazista in Italia.

Un gesto simbolico per non dimenticare

L’iniziativa, che ha visto anche la partecipazione delle principali associazioni storiche come l’ANED (Associazione Nazionale Ex-Deportati nei Lager Nazisti), la Comunità Ebraica di Milano, l’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), l’ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) e diversi rappresentanti delle Forze dell’Ordine, si inserisce nel progetto “Senza memoria non c’è futuro”, voluto dalla Polizia di Stato per recuperare e preservare la memoria dei poliziotti che hanno scelto di opporsi al regime nazifascista e di proteggere gli ebrei durante la guerra.

Le Pietre d’Inciampo, ideate dal maestro tedesco Gunter Demnig oltre trent’anni fa, rappresentano un simbolo di memoria che “inciampa” nel percorso quotidiano dei passanti. Invitandoli a riflettere sulla storia e a non dimenticare.

Le storie di coraggio di Giuseppe Prata, Emiddio Mastrodomenico e Angelo Molino

  • Giuseppe Prata: Nominato Guardia di Polizia nel 1934, fu successivamente promosso Vice Brigadiere. Arrestato come parte di una rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco, Prata fu deportato nel campo di concentramento di Flossenbürg (Germania), dove morì nel marzo 1945 per insufficienza cardiaca.
  • Emiddio Mastrodomenico: Arruolatosi nel 1941, Mastrodomenico fu arrestato nel 1944 per il suo coinvolgimento con i gruppi partigiani dei G.A.P. milanesi. Fu condannato a morte per rappresaglia a seguito di un attentato contro un camion tedesco. In seguito fu fucilato il 10 agosto 1944 a Piazzale Loreto insieme ad altri partigiani.
  • Angelo Molino: Dopo essere diventato Agente di Polizia nel 1942, Molino si unì alla Resistenza nel Friuli Venezia Giulia durante il 1944. Catturato dai nazisti, fu deportato nei campi di concentramento di Neuengamme e Dachau, dove morì per sevizie nel 1945.

Il valore della memoria per le nuove generazioni

L’iniziativa della Polizia di Stato e delle Comunità Ebraiche italiane è parte di un più ampio impegno a mantenere viva la memoria storica e trasmetterla alle future generazioni. La cerimonia si inserisce in un percorso volto a riflettere sui valori di libertà e di diritti civili. Valori che oggi sono difesi grazie al sacrificio di uomini come Prata, Mastrodomenico e Molino.

Con il posizionamento delle Pietre d’Inciampo, che possono sembrare semplici pietre calpestate dai passanti, si vuole suscitare un “inciampo emotivo e mentale”. Invitando a non dimenticare gli orrori del passato e le vite di coloro che hanno lottato per la libertà. Questo gesto ha l’intento di preservare il ricordo di chi si è sacrificato per il bene dell’umanità, affinché simili atrocità non si ripetano mai più.

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