Milano, la Procura smaschera un sistema distorto di gestione edilizia
Indagini in corso su presunte irregolarità urbanistiche legate al progetto Park Towers di via Crescenzago Milano – Un meccanismo sistematico di gestione irregolare delle pratiche edilizie, fondato su conflitti di interesse, false rappresentazioni delle norme e interpretazioni arbitrarie delle regole urbanistiche. È quanto emerge da una memoria depositata dalla Procura di Milano in relazione a […]
Indagini in corso su presunte irregolarità urbanistiche legate al progetto Park Towers di via Crescenzago
Milano – Un meccanismo sistematico di gestione irregolare delle pratiche edilizie, fondato su conflitti di interesse, false rappresentazioni delle norme e interpretazioni arbitrarie delle regole urbanistiche. È quanto emerge da una memoria depositata dalla Procura di Milano in relazione a una delle inchieste sul settore edilizio cittadino.
Irregolarità urbanistiche: coinvolti anche funzionari comunali
Al centro del procedimento giudiziario ci sono sei persone, tra cui tre ex o attuali dirigenti comunali, accusati a vario titolo di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso ideologico. Le presunte violazioni riguardano il progetto immobiliare “Park Towers” in via Crescenzago, uno dei numerosi casi al vaglio della magistratura nell’ambito di un’indagine più ampia sulla gestione del territorio milanese.
La Procura: “Un sistema costruito sulla distorsione delle regole”
Nella memoria di 22 pagine depositata presso il Tribunale, i pubblici ministeri Marina Petruzzella, Mauro Clerici e Paolo Filippini, sotto il coordinamento dell’aggiunta Tiziana Siciliano, descrivono un vero e proprio “sistema” che, partendo dagli uffici pubblici, avrebbe sistematicamente alterato i principi cardine della normativa urbanistica per finalità speculative. Le accuse evidenziano un utilizzo mirato e distorto della normativa edilizia a vantaggio di interessi privati.
Conferme giurisprudenziali e sequestri a supporto dell’inchiesta
La Procura sottolinea come la natura delle presunte irregolarità sia stata già evidenziata da numerose pronunce giurisprudenziali, che vanno dalla Corte Costituzionale fino al Consiglio di Stato e alla Corte di Cassazione. Tra gli elementi a sostegno delle indagini vi sono anche diversi sequestri di immobili e cantieri ordinati dai giudici, nonché l’arresto, nei mesi scorsi, di Giovanni Oggioni, ex dirigente comunale e già vicepresidente della Commissione Paesaggio, organo che – secondo l’accusa – ricoprirebbe un ruolo centrale in questo meccanismo illecito.
Udienza preliminare fissata per il 23 luglio
Il prossimo 23 luglio la giudice per l’udienza preliminare Alessandra Di Fazio sarà chiamata a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio degli imputati. La decisione potrebbe rappresentare un ulteriore passo in un’indagine che punta a fare chiarezza sull’utilizzo del potere pubblico nella pianificazione urbanistica della città di Milano.