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Categoria: ISTITUZIONI

Milano, l'ultimo miglio del mandato di Sala: la gara Atm con Webuild e Hitachi, l'asse Sea-Sagat e la casa da sbloccare

Il contratto di servizio del trasporto pubblico scade a fine anno e non è più prorogabile, mentre lo studio sull'integrazione aeroportuale apre interrogativi sulla governance. Partite destinate a pesare sulla campagna per Palazzo Marino.

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Il conto alla rovescia del mandato di Beppe Sala si intreccia con una pila di dossier che non ammettono ulteriori slittamenti: la gara per la gestione del trasporto pubblico, l'edilizia da sbloccare, il Piano casa da far decollare. Partite decisive per la città in qualunque stagione, ma esplosive in tempi di campagna elettorale: il loro esito, come ricostruisce La Repubblica Milano, è destinato a condizionare l'agenda di chiunque aspiri alla successione a Palazzo Marino.


Atm, la concessione che non si può più prorogare


Il fascicolo più urgente riguarda Atm: il contratto di servizio scade a fine anno e, dopo una lunga stagione di proroghe, un nuovo rinvio non è praticabile. L'Agenzia di bacino per il trasporto pubblico locale potrebbe concedere solo un periodo ponte, il tempo strettamente necessario a bandire la gara. Le strade sul tavolo sono due: un bando classico con Atm in campo come società interamente pubblica, oppure una gara europea per una concessione in project financing, cioè un partenariato tra pubblico e privato.


Il "Mobility Project" con Webuild e Hitachi Rail


È sulla seconda ipotesi che si concentra l'attenzione. A dicembre 2025 Atm ha presentato, insieme a Webuild e Hitachi Rail, il "Mobility Project": una società veicolo a maggioranza schiacciante di Atm, intorno al 90 per cento delle quote, con una partecipazione complessivamente minoritaria riservata ai due partner privati. La proposta dovrà superare un doppio esame, quello dell'Agenzia del tpl e quello di Palazzo Marino, chiamato a dichiararne l'interesse pubblico. Sarebbe comunque la prima apertura ai capitali privati nella storia della gestione del trasporto milanese.


Sea guarda a Torino, ma la regia deve restare milanese


L'altro fronte riguarda gli aeroporti. Poche settimane fa Sea, la società che gestisce Linate e Malpensa, ha avviato uno studio sull'integrazione con Sagat, il gestore privato dello scalo di Torino. Il vantaggio industriale di un polo aeroportuale del Nord-Ovest è evidente sulla carta; il nodo politico è un altro: capire se l'operazione rischi di diluire la governance milanese del pacchetto. Una questione di potere, prima ancora che di bilanci, che nei prossimi mesi andrà osservata con la lente di ingrandimento: perché ogni assetto deciso ora vincolerà chi siederà a Palazzo Marino dopo il 2027.



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