Milano: manifestazione in memoria del rider investito e ucciso sul lavoro
Milano – “Basta morire per un panino” e “No al cottimo”. Sono queste le richieste al centro della manifestazione organizzata in via Cadore a Milano, dove un gruppo di rider si è riunito per ricordare Muhammad Ashfaq, tragicamente investito e ucciso durante il suo lavoro. La protesta dei rider: tutele e dignità lavorativa Gli organizzatori […]
Milano – “Basta morire per un panino” e “No al cottimo”. Sono queste le richieste al centro della manifestazione organizzata in via Cadore a Milano, dove un gruppo di rider si è riunito per ricordare Muhammad Ashfaq, tragicamente investito e ucciso durante il suo lavoro.
La protesta dei rider: tutele e dignità lavorativa
Gli organizzatori della manifestazione hanno voluto rendere omaggio a Muhammad. Sottolineando le difficoltà e i rischi che ogni giorno i fattorini affrontano sulle strade:
“Ci siamo trovati per ricordare Muhammad, denunciare il cottimo e il ricatto dell’algoritmo e delle piattaforme, e per gridare basta morti sul lavoro”, hanno dichiarato i promotori dell’iniziativa.
Un problema nazionale: le morti bianche e il food delivery
Nel 2024, in Italia, si sono registrati quasi mille casi di morti sul lavoro, una cifra che evidenzia una grave emergenza nel garantire sicurezza e dignità lavorativa. Nel settore del food delivery, il sistema di cottimo, associato alla mancanza di tutele adeguate, espone i rider a condizioni di precarietà e pericolo costante, aggravate dalla pressione esercitata dagli algoritmi delle piattaforme.
Le richieste dei rider: stop al lavoro povero
I rider, scesi in strada con striscioni e slogan, hanno richiesto con forza:
- L’abolizione del cottimo come sistema di pagamento.
- Maggiori tutele contrattuali per garantire sicurezza e stabilità.
- Una regolamentazione delle piattaforme digitali per porre fine al ricatto dell’algoritmo.
- Appello alle istituzioni.
- La manifestazione è anche un invito rivolto alle autorità locali e nazionali affinché intervengano con urgenza per regolamentare il settore del food delivery e migliorare le condizioni di lavoro dei fattorini, che ogni giorno rischiano la vita per garantire un servizio essenziale.
Concludono gli organizzatori: “Non possiamo più accettare che la precarietà e l’insicurezza siano la norma per chi lavora in strada. È tempo di un cambiamento reale e strutturale”.