Milano: perquisiti i leader di un raduno abusivo di scooter
Rintracciati e perquisiti i responsabili del raduno non autorizzato di motociclisti avvenuto lo scorso novembre Milano – La Polizia Locale di Milano ha compiuto un’importante operazione contro i responsabili del raduno abusivo di motociclisti, avvenuto lo scorso 3 novembre. All’alba di mercoledì 26 marzo, la Polizia Locale ha eseguito decreti di perquisizione a carico dei […]
Rintracciati e perquisiti i responsabili del raduno non autorizzato di motociclisti avvenuto lo scorso novembre
Milano – La Polizia Locale di Milano ha compiuto un’importante operazione contro i responsabili del raduno abusivo di motociclisti, avvenuto lo scorso 3 novembre. All’alba di mercoledì 26 marzo, la Polizia Locale ha eseguito decreti di perquisizione a carico dei tre leader del raduno, ritenuti organizzatori dell’evento che ha coinvolto oltre 50 motociclisti. Le perquisizioni sono state effettuate nelle città di Milano, Bologna e Bolzano.
Il raduno pericoloso
Il 3 novembre 2024, un gruppo di motociclisti ha percorso in modo irresponsabile diverse arterie stradali della città di Milano, mettendo a rischio la sicurezza pubblica. I partecipanti al raduno hanno eseguito acrobazie, impennate e manovre pericolose senza rispettare le normative stradali. Il corteo ha attraversato vari quartieri, da Assago fino al centro storico di Milano, passando per via dei Missaglia, corso di Porta Ticinese, piazza Duomo, via Santa Margherita e via Monte Napoleone.
Indagini e sequestro dei veicoli coinvolti
La Polizia Locale ha avviato un’indagine approfondita, analizzando i video virali che mostravano le azioni pericolose dei motociclisti. I video, pubblicati sui profili social dei tre indagati, hanno rivelato non solo le acrobazie e le manovre illegali, ma anche il blocco totale di strade, tra cui via Monte Napoleone, con mezzi pubblici costretti a fermarsi. Molti dei motocicli partecipanti al raduno avevano le targhe coperte o erano privi di targa, e i conducenti indossavano bandane e sciarpe per mascherare la loro identità. L’analisi dei video, delle immagini delle telecamere cittadine e dei tabulati telefonici ha permesso di ricostruire il percorso del corteo e le modalità di organizzazione.
Le conseguenze del raduno
L’esibizione ha attirato un ampio seguito sui social, con migliaia di visualizzazioni e like, alimentando il rischio di emulazione tra altri motociclisti. Il raduno ha causato disagi e ha rappresentato un grave pericolo per la sicurezza pubblica, con incidenti potenzialmente fatali evitati solo grazie alla pronta reazione delle forze dell’ordine. Durante il raduno, i motociclisti hanno anche provocato disagi al traffico, bloccando completamente le strade e intralciando la circolazione dei mezzi pubblici.
Il sequestro
Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati i motocicli utilizzati dai partecipanti e i dispositivi informatici appartenenti ai tre leader del raduno. Questo intervento segna una tappa significativa nella lotta contro il raduno di motociclisti non autorizzati e l’abuso delle strade cittadine per attività pericolose.