Milano Pride 2025: Regione Lombardia senza delegati ufficiali, bocciata la mozione M5S
Milano – Quest’anno, Regione Lombardia non sarà rappresentata ufficialmente al Milano Pride, in programma sabato 28 giugno. Il Consiglio regionale ha infatti respinto la mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva di designare un consigliere come rappresentante istituzionale e di illuminare Palazzo Pirelli con i colori arcobaleno nella notte precedente la parata. Anche la proposta […]
Milano – Quest’anno, Regione Lombardia non sarà rappresentata ufficialmente al Milano Pride, in programma sabato 28 giugno. Il Consiglio regionale ha infatti respinto la mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva di designare un consigliere come rappresentante istituzionale e di illuminare Palazzo Pirelli con i colori arcobaleno nella notte precedente la parata. Anche la proposta di avviare percorsi formativi sui diritti LGBTQIA+ non è stata accolta.
Assessora Lucchini: evitare strumentalizzazioni ideologiche nell’azione pubblica
L’assessora regionale alla Famiglia, Elena Lucchini, ha motivato la decisione sottolineando come il Pride abbia una forte connotazione politica, rendendolo incompatibile con il ruolo super partes che Regione Lombardia deve mantenere. “La dignità della persona è un valore fondamentale e ogni forma di discriminazione va condannata, ma l’azione amministrativa non deve essere ideologizzata”, ha dichiarato.
Reazioni politiche: critiche e difese della partecipazione istituzionale
La consigliera M5S Paola Pizzighini ha definito la scelta del Consiglio “miope”, ricordando che nel 2022 un consigliere regionale era stato autorizzato a partecipare al Pride. “Non capisco perché oggi si neghi la stessa opportunità”, ha commentato, annunciando comunque la partecipazione del Movimento all’evento, che gode del patrocinio del Comune di Milano.
Dalla parte opposta, il capogruppo di Fratelli d’Italia Christian Garavaglia ha espresso un netto rifiuto: “Fratelli d’Italia si oppone a strumentalizzazioni politiche di eventi come il Pride. Non si tratta di mancanza di rispetto verso le persone, ma di coerenza istituzionale contro slogan divisivi.”
Pd e M5S ribadiscono l’importanza del Pride per i diritti civili
I consiglieri regionali del Partito Democratico, Paola Bocci e Paolo Romano, firmatari insieme al M5S della mozione bocciata, hanno difeso la rilevanza del Pride. “In un Paese dove i diritti sono formalmente riconosciuti, il Pride mantiene senso finché esistono violenze e discriminazioni verso la comunità LGBTQIA+”, hanno sottolineato.
Bocci ha poi aggiunto: “Il Pride non è solo per la comunità LGBTQIA+, ma anche per famiglie e cittadini solidali. Noi saremo presenti anche per chi, in Paesi come l’Ungheria dove è vietato, non può manifestare. L’omotransfobia è una realtà anche in Lombardia. Da qui deve partire il riconoscimento pieno dei diritti di tutte le persone, indipendentemente da chi siano o chi amino.”