Milano, rapine lampo in metro: calci, pugni e bottino nascosto nelle scarpe. Cinque giovani arrestati
Cinque giovanissimi arrestati per furti e rapine violente nella metro di Milano: agivano in pochi minuti e nascondevano le collane rubate nelle scarpe.
Una serie di colpi rapidissimi, violenti, messi a segno in stazioni affollate e in pieno giorno. È il quadro ricostruito dalla Polizia di Stato, che ha arrestato cinque giovanissimi — tutti cittadini egiziani — ritenuti responsabili di furti e rapine nelle metropolitane milanesi durante gli ultimi mesi.
Il trucco delle scarpe: il dettaglio che ha incastrato il primo sospetto
La svolta è arrivata con il fermo di due ventiduenni alla stazione Caiazzo. I ragazzi erano stati riconosciuti come autori dello “strappo” ai danni di un ventenne italiano, derubato di una collanina d’oro. Durante la perquisizione, gli agenti hanno trovato nelle scarpe di uno dei due non solo due collane di provenienza sospetta, ma anche un frammento del gioiello rubato il giorno prima: la prova che ha chiuso il cerchio. Uno dei fermati, inoltre, è risultato già ricercato per un’ordinanza di custodia cautelare legata a un altro furto con strappo.
Due minuti, due aggressioni: la violenza alla fermata Pasteur
Gli altri arresti hanno riguardato tre giovani, tra cui un minorenne di 15 anni e lo stesso 22enne già coinvolto nella rapina di Caiazzo. Secondo le indagini, il gruppo avrebbe agito in modo seriale e con estrema rapidità.
Il 21 agosto, alla fermata Pasteur, i tre avrebbero colpito due volte nel giro di due minuti: prima un 38enne, picchiato con calci e pugni e derubato della collana d’oro, poi una ragazza di 24 anni, anche lei vittima di uno strappo al collo.
L’ultimo colpo a Greco Pirelli: vittima inseguita e aggredita
Poche ore dopo gli episodi di Pasteur, il trio avrebbe messo a segno un nuovo furto nella stazione di Greco Pirelli. Qui un 22enne, derubato della collana, ha provato a inseguire gli aggressori ma è stato bloccato, strattonato e scaraventato a terra. L’impatto gli è costato un ricovero in ospedale e una prognosi di 30 giorni.
Una scia di violenza fermata dagli investigatori
Incrociando testimonianze, immagini di videosorveglianza e referti medici, gli investigatori hanno ricostruito la serie di colpi avvenuti tra agosto e novembre. Le rapine erano mirate, veloci e spesso particolarmente violente, con un copione che si ripeteva sempre uguale: identificare la vittima, colpire, fuggire e nascondere il bottino… nelle scarpe.
Le indagini proseguono per verificare eventuali altri episodi riconducibili allo stesso gruppo.