Milano, Sala condanna le minacce a Meloni: “Inaccettabili”. Sei persone denunciate dopo il corteo pro Palestina
Il sindaco Sala: “Le minacce alla premier sono un fatto gravissimo” Milano – In seguito alla manifestazione pro Palestina svoltasi nel capoluogo lombardo, il sindaco Giuseppe Sala è intervenuto pubblicamente condannando con fermezza le scritte minacciose apparse durante il corteo. Tra queste, quella contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con la frase “Spara a […]
Il sindaco Sala: “Le minacce alla premier sono un fatto gravissimo”
Milano – In seguito alla manifestazione pro Palestina svoltasi nel capoluogo lombardo, il sindaco Giuseppe Sala è intervenuto pubblicamente condannando con fermezza le scritte minacciose apparse durante il corteo. Tra queste, quella contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con la frase “Spara a Giorgia”, ha suscitato particolare allarme.
“La sofferenza del popolo di Gaza è evidente – ha scritto Sala sui social – ma certe derive sono inaccettabili. Quelle minacce sono intollerabili. Recuperiamo la ragione”. Il primo cittadino ha poi sottolineato la pericolosa tendenza della politica moderna a dividersi in schieramenti sempre più estremi. Alimentando tensioni anziché promuovere soluzioni a lungo termine.
Corteo per la Palestina: sei denunciati, danni e vandalismi nella prima parte del percorso
Nonostante la manifestazione abbia coinvolto circa diecimila persone e si sia svolta in larga parte in modo pacifico, la questura di Milano ha evidenziato alcuni episodi critici. Sei italiani tra i 19 e i 30 anni sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, uno per danneggiamento e un altro anche per porto di coltello a serramanico.
Secondo quanto riferito dalle autorità, circa quaranta individui legati a frange antagoniste anarchiche hanno preso parte al corteo, danneggiando vetrine e imbrattando sedi di banche e negozi con scritte offensive.
Il dispositivo di sicurezza isola il gruppo violento senza incidenti
Il piano di sicurezza predisposto dalla questura ha permesso di separare i manifestanti violenti dal resto del corteo all’altezza di piazzale Baiamonti. Le forze dell’ordine sono intervenute in modo selettivo, evitando scontri generalizzati e garantendo la prosecuzione pacifica della manifestazione per la gran parte dei partecipanti.
Le sei persone fermate sono state successivamente accompagnate in questura per l’identificazione e la denuncia. Nei loro confronti sono stati emessi divieti di accesso a determinate aree urbane (DACUR), tre fogli di via obbligatori da Milano e, in un caso, un avviso orale per precedenti penali.
Indagini in corso: la Digos al lavoro per identificare altri responsabili
Le indagini della Digos proseguono per fare piena luce sui danneggiamenti e su eventuali ulteriori responsabilità. Il bilancio della manifestazione, che inizialmente si era presentata come un’occasione di solidarietà internazionale, è stato segnato da azioni violente che hanno rischiato di compromettere il significato del corteo.
Sala richiama alla responsabilità: “Basta odio, serve una visione comune”
Concludendo il suo intervento, il sindaco Sala ha lanciato un appello alla politica e alla società civile per abbandonare la retorica dell’odio e recuperare il senso di comunità. “Non possiamo permettere che l’estremismo prevalga. Abbiamo bisogno di una strategia seria e condivisa, non di slogan incendiari”.
La manifestazione e le sue conseguenze riaprono il dibattito sul delicato equilibrio tra libertà di espressione e rispetto delle istituzioni democratiche, soprattutto in un contesto internazionale sempre più teso.