Milano, scatta la stretta del governo dopo i saccheggi: in arrivo 500 militari e il decreto contro la guerriglia urbana
Cinquecento militari in più dopo il vertice voluto da Meloni. Alle 17.30 il Consiglio dei ministri esamina il decreto contro la guerriglia urbana, con il fermo esteso a 24 ore e il divieto di aggregazione
Il presidio militare del capoluogo lombardo si rafforza di cinquecento unità. La decisione è maturata nel vertice straordinario sull’ordine pubblico convocato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni all’indomani delle due giornate di saccheggi nel centro di Milano. I militari affiancheranno le forze dell’ordine per un periodo di tre mesi con funzioni di supporto alla pubblica sicurezza.
Il dispiegamento non è immediato. Come ha precisato il ministro della Difesa Guido Crosetto, affinché le aliquote possano operare servono disposizioni che attribuiscano ai militari le stesse prerogative delle forze di polizia, limitatamente al tempo necessario a sostenere gli agenti. È il motivo per cui l’invio passa dal provvedimento in discussione martedì 20 ottobre.
Il decreto atteso in Consiglio dei ministri
La riunione dell’esecutivo è fissata per le 17.30 e porterà all’esame un decreto legge costruito come risposta ai disordini del fine settimana, a Milano e in altre città italiane. L’impianto dovrebbe tenere insieme due esigenze: una linea di fermezza verso chi commette violenze e la garanzia del diritto di manifestare per chi lo fa pacificamente.
Quattro le misure al centro del confronto. Il fermo preventivo applicabile anche ai minorenni, con un’estensione della durata fino a 24 ore. Il divieto di aggregazione per chi si renda responsabile di violenze di gruppo. L’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo. E la possibilità di procedere con l’arresto differito, strumento già previsto per i reati commessi durante le manifestazioni sportive.
Rauti: “Alla retorica degli annunci preferiamo decisioni concrete”
La sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti, di Fratelli d’Italia, titolare della delega sull’operazione Strade Sicure, rivendica nel dispiegamento la cifra politica e operativa dell’esecutivo, contrapponendo le scelte adottate a quella che definisce la "sterile retorica degli annunci".
Rauti colloca l’intervento in una linea di continuità: la conferma di Strade Sicure a inizio legislatura e il suo potenziamento nel 2023 con il dispositivo Stazioni Sicure, che ha portato a 6.800 il numero complessivo dei militari impiegati sul territorio nazionale.
Salvini: “Dalle parole ai fatti”
Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha accolto la decisione sull’invio dei militari con una formula secca: “Dalle parole ai fatti”. Nelle ore precedenti il leader della Lega aveva chiesto un’accelerazione sugli strumenti di contrasto alle violenze di piazza, collegando l’urgenza alla proposta di legge depositata dal suo partito.