Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Milano, scontri al corteo pro Gaza: 5 arresti e 2 denunce, coinvolti anche minorenni. Protesta fuori dal carcere Beccaria

Dopo i disordini alla Stazione Centrale, centinaia di giovani manifestano fuori dal Beccaria per chiedere la liberazione degli arrestati.

Di

A Milano la tensione resta alta dopo gli scontri legati al corteo pro Palestina. In serata circa 400 giovani si sono radunati davanti all’istituto minorile Beccaria per chiedere la liberazione dei compagni arrestati. Lo striscione esposto recitava: “Liberi tutti, Palestina libera”. Dall’interno della struttura, alcuni detenuti hanno risposto con grida, colpi alle sbarre e persino incendiando lenzuola e vestiti.

Guerriglia in Stazione Centrale: bilancio pesante

Gli scontri più violenti si sono verificati ieri alla Stazione Centrale, dove un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre, bottiglie e vasi contro le forze dell’ordine. Cinque persone sono state arrestate e due denunciate, tra cui diversi minorenni. Una sessantina gli agenti rimasti feriti. Le accuse vanno dal danneggiamento alle lesioni a pubblico ufficiale, fino all’interruzione di pubblico servizio.

Gli arresti convalidati e i profili degli indagati

Il giudice ha convalidato l’arresto di due studentesse universitarie, legate al centro sociale Lambretta, imponendo loro l’obbligo di firma. Le ragazze si sono difese negando comportamenti violenti. Più grave la posizione di un 36enne, ritenuto con “spiccato profilo criminale” e accusato di resistenza aggravata e lesioni, dopo aver sfondato il cordone di polizia nel tentativo di raggiungere i binari.

Polemica politica: il caso Lambretta

Non mancano le reazioni politiche. La leghista Silvia Sardone ha puntato il dito contro il centro sociale Lambretta, recentemente regolarizzato dal Comune senza bando pubblico. Secondo l’europarlamentare, il coinvolgimento di alcuni militanti nei disordini rappresenta “una vergogna” e dovrebbe spingere il sindaco Sala a revocare la concessione degli spazi, destinandoli ad associazioni di quartiere.

Condividi questo articolo

Altre notizie