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Categoria: ISTITUZIONI

Milano: scontro politico a Palazzo Marino sul gemellaggio con Tel Aviv

Milano – La guerra tra Israele e Iran ha avuto i suoi riflessi anche in aula consiliare a Milano, dove il dibattito si è acceso attorno al tema del gemellaggio tra la città meneghina e Tel Aviv. Durante la seduta serale di lunedì 16 giugno, le divergenze tra esponenti della stessa maggioranza si sono trasformate […]

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Milano – La guerra tra Israele e Iran ha avuto i suoi riflessi anche in aula consiliare a Milano, dove il dibattito si è acceso attorno al tema del gemellaggio tra la città meneghina e Tel Aviv. Durante la seduta serale di lunedì 16 giugno, le divergenze tra esponenti della stessa maggioranza si sono trasformate in uno scontro acceso, con parole forti e contrapposizioni di principio.

La proposta di Monguzzi: “Sospendere il gemellaggio con Tel Aviv”

Ad aprire la discussione è stato il consigliere dei Verdi, Carlo Monguzzi, che ha chiesto alla giunta di interrompere ogni forma di collaborazione istituzionale con Tel Aviv. Una presa di posizione netta, motivata – secondo Monguzzi – dalle azioni militari intraprese dal governo israeliano. “È giunto il momento che il Comune si dissoci chiaramente, senza ambiguità,” ha dichiarato, definendo l’attuale gemellaggio “intollerabile”. Il consigliere ha anche ricordato il recente caso della dipendente del Teatro alla Scala licenziata per aver espresso slogan filo-palestinesi, anticipando lo sciopero sindacale in programma a sostegno della lavoratrice.

La replica di Nahum: “Israele è una democrazia, smettila con l’ossessione”

La replica non si è fatta attendere. Daniele Nahum, consigliere di Azione e anch’egli in maggioranza, ha difeso la legittimità del rapporto con Tel Aviv, sottolineando il carattere democratico dello Stato israeliano. “Israele è uno Stato di diritto, dove persino il presidente della Corte costituzionale può essere un arabo,” ha affermato. Poi ha attaccato direttamente Monguzzi: “Parla sempre e solo di Israele. Se davvero si vuole fare un discorso di coerenza sui diritti umani, allora ci si dovrebbe esprimere anche contro regimi come Cina, Arabia Saudita e Iran. E invece il suo bersaglio è sempre lo stesso”.

Toni accesi e polemiche in aula: “Fai pace col cervello”

Il dibattito si è infiammato ulteriormente quando Nahum, tra gli applausi dei consiglieri del centrodestra, ha criticato il silenzio di Monguzzi rispetto a organizzazioni terroristiche come Hamas e Hezbollah. “Su Gaza tutti chiediamo una tregua, ma sull’Iran che finanzia gruppi estremisti non una parola,” ha dichiarato ironicamente. Quando Monguzzi ha replicato fuori microfono, Nahum ha rincarato la dose: “Fai pace col cervello, ti regalo un libro di storia”.

Una frattura profonda nella maggioranza sul conflitto in Medio Oriente

Un episodio che evidenzia una frattura ormai evidente all’interno della maggioranza milanese su temi geopolitici internazionali, che si riflettono anche nella gestione delle relazioni istituzionali della città. Il dibattito potrebbe riaprirsi nelle prossime settimane, mentre proseguono le tensioni sul fronte mediorientale e il tema dei rapporti tra Milano e Tel Aviv resta sul tavolo politico.

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