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Milano, un 2025 segnato dai femminicidi: la tragica scia di vittime e violenza domestica crescente

Nel 2025 Milano registra una drammatica serie di femminicidi e un aumento dei maltrattamenti in famiglia: la situazione e i dati della procura.

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Il 2025 si conferma un anno buio per la violenza contro le donne. In Italia, dall’inizio dell’anno all’8 novembre, sono già una sessantina le vittime di femminicidio secondo l’Osservatorio di Non una di meno. E Milano, con il suo hinterland, non fa eccezione: una sequenza terribile di uccisioni che dipinge un quadro sociale allarmante.
Nel capoluogo lombardo, i maltrattamenti in famiglia risultano il reato in maggiore crescita.

Le prime vittime dell’anno

La lunga catena di violenze mortali inizia a gennaio. La storia di Johanna Nataly Quintanilla emerge solo dopo giorni di mistero: il suo compagno denuncia la scomparsa, ma i video dello stabile svelano che ha trasportato una valigia sospetta. Dentro quel bagaglio, ritrovato poi nelle acque dell’Adda, c’era il corpo della giovane baby-sitter. Poco dopo, indagini apparentemente ordinarie su decessi domestici portano alla luce altri delitti: è il caso di Piera Stefanina Riva, 73 anni, uccisa dal figlio che avrebbe inscenato un incidente.

Un maggio di violenza senza tregua

La primavera porta con sé un’ondata di sangue. A Settala, una bambina di dieci anni telefona ai soccorsi raccontando che sua madre non respira: Amina Sailouhi è stata uccisa dal marito. A distanza di pochi giorni scompare Chamila Arachchilage Dona Wijesuriya, vittima di un detenuto autorizzato ai permessi lavoro. Il suo corpo viene abbandonato al Parco Nord, mentre l’uomo si toglie la vita gettandosi dal Duomo.
Nello stesso mese viene trovata senza vita anche Vasilinca Potincu, escort di 35 anni, rinvenuta a Legnano.

L’incendio di viale Abruzzi e i delitti dell’estate

A inizio giugno, un incendio in un appartamento di viale Abruzzi costringe una donna a lanciarsi dal balcone per sfuggire alle fiamme: è Sueli Leal Barbosa. Il rogo, appiccato dal compagno, ne provoca la morte.
Nelle settimane successive, altri due femminicidi scuotono Milano: Pamela Genini, accoltellata trenta volte dal fidanzato mentre era al telefono con un amico; e Luciana Ronchi, colpita a morte dall’ex marito sotto casa, nel quartiere Bruzzano.

Violenza di genere in aumento: il quadro della procura

I femminicidi non sono episodi isolati ma la punta dell’iceberg di una violenza strutturale che cresce. La procura di Milano rileva un incremento del 30% delle denunce per maltrattamenti domestici nel giro di tre anni, superando i 3.100 fascicoli. Anche stalking, violenze sessuali e casi di riduzione in schiavitù mostrano numeri alti e in parte in crescita. Solo tra il 2024 e il 2025 i procedimenti per stalking sono quasi 1.500; oltre 1.200 quelli per violenze sessuali.

Una città che chiede risposte

Milano arriva alla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un bilancio insostenibile. La sequenza di nomi e storie – Johanna, Amina, Chamila, Sueli, Pamela, Luciana e molte altre – racconta un’emergenza che va oltre la cronaca nera. È il ritratto di una società che ancora non riesce a proteggere chi denuncia, chi chiede aiuto, chi prova a salvarsi. Una città ferita che chiede interventi più efficaci, prevenzione, ascolto e un sostegno reale alle donne che vivono situazioni di rischio.

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