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Milano unita per i bambini ucraini deportati in Russia: la città chiede verità, diritti e il loro ritorno a casa

Milano si mobilita per denunciare uno dei drammi più gravi della guerra in Ucraina: la deportazione e la “rieducazione” forzata di migliaia di bambini trasferiti in Russia o nei territori occupati. Secondo le autorità ucraine e le principali organizzazioni internazionali, oltre 19mila minori sarebbero stati portati via dalle loro famiglie negli ultimi tre anni e […]

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Milano si mobilita per denunciare uno dei drammi più gravi della guerra in Ucraina: la deportazione e la “rieducazione” forzata di migliaia di bambini trasferiti in Russia o nei territori occupati. Secondo le autorità ucraine e le principali organizzazioni internazionali, oltre 19mila minori sarebbero stati portati via dalle loro famiglie negli ultimi tre anni e mezzo, privati della loro lingua, della loro identità e sottoposti a programmi di indottrinamento. Se si includono anche i minori che vivono nei territori occupati, il numero arriva a 1,6 milioni di bambini coinvolti in processi di “russificazione”.

La manifestazione davanti a Palazzo Marino

Il grido “Riportiamoli a casa”, quotidiano in Ucraina, ha risuonato anche a Milano. Nel pomeriggio di lunedì 3 novembre, davanti a Palazzo Marino, si è svolta una manifestazione bipartisan che ha riunito consiglieri comunali, rappresentanti di quasi tutte le forze politiche e associazioni civiche.

L’evento ha anticipato una mozione presentata da Daniele Nahum (Azione) e Gianmaria Radice (Italia Viva), che chiederà al Comune di:

  • aderire ufficialmente alla campagna internazionale “Bring Kids Back UA”, sostenuta dal governo ucraino e dall’UNICEF;
  • attivare percorsi di supporto psicologico per i minori ucraini arrivati in città dopo traumi legati alla guerra;
  • mantenere alta l’attenzione sul fenomeno della deportazione.

Le voci della politica: “Un crimine contro l’infanzia”

Sul palco si sono alternate numerose testimonianze. Alessandro Litta Modignani ha aperto la manifestazione ricordando che “non possiamo accettare un mondo in cui i confini si decidono per spartizione di potere”.

Francesco Ascioti (Azione) ha sottolineato l’urgenza morale: “Troppi bambini vengono deportati e trasformati in soldati. È un crimine che l’Europa non può ignorare”. Simona Malpezzi (PD) ha rimarcato il valore della libertà: “Non esiste pace senza libertà. E in quei territori non c’è libertà nemmeno di andare a scuola o curarsi”. Parole dure anche da Ivan Scalfarotto (Italia Viva): “Questa violenza ha una volontà genocidiaria: cancellare l’Ucraina partendo dai suoi bambini”.

Gli interventi più forti hanno ricordato la natura profonda del reato. Federica Valcauda ha denunciato quella che definisce “la più antica e vigliacca delle guerre: la guerra contro l’infanzia”. Secondo i partecipanti è necessario che le istituzioni europee aprano corridoi per la restituzione dei minori e programmi strutturati di assistenza alle famiglie coinvolte.

Una mobilitazione trasversale

Alla manifestazione erano presenti esponenti di:

  • Partito Democratico
  • Azione
  • Italia Viva
  • Fratelli d’Italia
  • Europa Verde
  • Più Europa
  • Forza Italia
  • Sindacati Cgil e Cisl

La presidente del Consiglio comunale, Elena Buscemi, ha annunciato che il Consiglio ha sospeso i lavori per partecipare alla piazza: “Saremo al fianco dell’Ucraina finché sarà necessario”.

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