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Milano, via libera allo smart working per consiglieri neo genitori: proposta approvata all’unanimità dal Consiglio comunale

Tre anni di flessibilità per chi diventa genitore: cambia il regolamento Milano – Il Consiglio comunale di Milano ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che introduce la possibilità per consiglieri e consigliere neo genitori di partecipare alle sedute consiliari in modalità da remoto. La misura si applicherà per i primi tre anni dalla nascita, […]

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Tre anni di flessibilità per chi diventa genitore: cambia il regolamento

Milano – Il Consiglio comunale di Milano ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che introduce la possibilità per consiglieri e consigliere neo genitori di partecipare alle sedute consiliari in modalità da remoto. La misura si applicherà per i primi tre anni dalla nascita, adozione o affido del figlio o figlia. La proposta è stata presentata dalla consigliera Angelica Vasile (Partito Democratico) e sostenuta da 28 voti favorevoli, compresi quelli di Deborah Giovanati e Alessandro De Chirico (Forza Italia), mentre la maggior parte del centrodestra ha scelto di non essere presente in aula al momento del voto.

Presenza da remoto riconosciuta come attività consiliare effettiva

Il provvedimento comporta una modifica al regolamento dell’assemblea cittadina, grazie alla quale la presenza in videoconferenza sarà considerata a tutti gli effetti valida ai fini dell’esercizio delle funzioni istituzionali. Una novità che permette ai consiglieri di conciliare il ruolo pubblico con le responsabilità familiari. “Vogliamo garantire che nessun genitore debba scegliere tra il proprio impegno politico e quello genitoriale”, ha dichiarato Vasile.

Focus sulla genitorialità, bocciata l’estensione ai caregiver

Durante la discussione, è stata respinta una proposta di modifica avanzata da Giovanati (FI), che chiedeva l’estensione del diritto anche ai caregiver familiari. “Abbiamo deciso di concentrare l’attenzione su chi affronta la sfida della genitorialità – ha spiegato Vasile – ma questo non esclude la possibilità di future iniziative a sostegno di altre categorie con esigenze simili”.

Il precedente di Treviglio e le polemiche sul diritto alla conciliazione

La misura approvata a Milano si differenzia per il tono costruttivo rispetto al caso che aveva suscitato scalpore a Treviglio (Bergamo). Lì, una proposta simile presentata da una consigliera del PD aveva generato forti polemiche, dopo che una rappresentante di Fratelli d’Italia aveva dichiarato in aula che diventare genitori poteva essere motivo per dimettersi, suscitando un’ondata di critiche e reazioni anche a livello nazionale. Dopo le polemiche, la consigliera in questione ha abbandonato il partito.

Una svolta per la politica locale: più inclusiva e attenta alla vita familiare

La decisione del Consiglio comunale di Milano rappresenta un passo importante verso una politica più inclusiva, capace di adattarsi alle esigenze della vita reale dei propri rappresentanti. Con questa iniziativa, Milano si propone come modello per altre amministrazioni locali, aprendo la strada a nuove forme di partecipazione istituzionale flessibile e paritaria.

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