Omicidio della babysitter: proseguono le ricerche del corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla
Indagini in corso: il compagno resta in carcere Milano – Le autorità continuano le ricerche per ritrovare il corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter 40enne uccisa a Milano. Il principale sospettato, Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, ha dichiarato agli inquirenti che la donna sarebbe morta durante un gioco erotico. Attualmente l’uomo si trova in […]
Indagini in corso: il compagno resta in carcere
Milano – Le autorità continuano le ricerche per ritrovare il corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter 40enne uccisa a Milano. Il principale sospettato, Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, ha dichiarato agli inquirenti che la donna sarebbe morta durante un gioco erotico. Attualmente l’uomo si trova in carcere: il giudice ha confermato la custodia cautelare per il rischio di fuga e l’eventuale inquinamento delle prove.
Le ricerche si concentrano tra Cassano e Treviglio
Gli investigatori stanno setacciando le aree rurali comprese tra il canale Muzza e il fiume Adda. Secondo le dichiarazioni dell’indagato, il corpo sarebbe stato abbandonato in una roggia nei pressi di una rotonda. Tuttavia, l’assenza di indicazioni precise rende le operazioni di ricerca particolarmente complesse.
Le accuse contro il compagno 48enne
L’uomo, accusato di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere, ha ammesso il delitto, ma ha dichiarato di non aver avuto intenzione di uccidere la compagna. Durante l’interrogatorio, ha raccontato di aver nascosto il corpo per paura delle conseguenze.
L’importanza dell’autopsia
Il ritrovamento del cadavere è fondamentale per stabilire l’esatta dinamica dei fatti e chiarire se l’omicidio sia stato premeditato. Gli inquirenti intendono sottoporre il corpo ad accertamenti medico-legali per determinare con precisione le cause della morte e verificare eventuali segni di violenza pregressa.
Perquisizioni e rilievi nell’abitazione
Martedì 11 febbraio le forze dell’ordine effettueranno un’accurata ispezione dell’appartamento della coppia, situato in piazza dei Daini a Milano, oltre che della cantina, del box e della vettura utilizzata dall’indagato per trasportare il corpo. L’obiettivo è raccogliere ulteriori prove a supporto dell’accusa.
Come è emerso il caso
L’allarme è scattato lo scorso 28 gennaio, quando una cardiologa dell’ospedale Sacco, presso cui la vittima lavorava come babysitter, ha segnalato la sua improvvisa scomparsa. I sospetti si sono concentrati immediatamente sul compagno, che inizialmente ha raccontato ai carabinieri che la donna si era trasferita altrove. Tuttavia, le incongruenze nelle sue dichiarazioni hanno portato gli investigatori ad avviare approfondimenti, culminati con il suo arresto.
Dall’ipotesi di suicidio all’accusa di omicidio
Inizialmente la Procura di Milano aveva aperto un’indagine per istigazione al suicidio, un escamotage tecnico per consentire ai carabinieri di procedere con le verifiche. Nel giro di poche ore, gli elementi raccolti hanno portato alla contestazione dell’omicidio volontario e dell’occultamento di cadavere. Dopo il fermo, la confessione del 48enne ha rafforzato il quadro accusatorio.