Omicidio di Nataly: fissata l’autopsia sul corpo ritrovato nell’Adda
Il 6 marzo gli esami per confermare l’identità e le cause della morte Milano – È stata programmata per giovedì 6 marzo l’autopsia sul corpo rinvenuto nelle acque dell’Adda, nel territorio di Zelo Buon Persico (Lodi). Secondo le prime informazioni raccolte dalla Procura di Milano, non ci sarebbero dubbi che si tratti di Jhoanna Nataly […]
Il 6 marzo gli esami per confermare l’identità e le cause della morte
Milano – È stata programmata per giovedì 6 marzo l’autopsia sul corpo rinvenuto nelle acque dell’Adda, nel territorio di Zelo Buon Persico (Lodi). Secondo le prime informazioni raccolte dalla Procura di Milano, non ci sarebbero dubbi che si tratti di Jhoanna Nataly Quintanilla, la babysitter scomparsa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio.
Per il suo omicidio si trova attualmente in carcere il compagno Pablo Gonzalez Rivas, arrestato il 7 febbraio scorso.
Test del DNA e analisi medico-legali
Gli esami autoptici verranno eseguiti presso l’Istituto di Medicina Legale di Pavia. Oltre al test genetico, che servirà per il riconoscimento ufficiale, verranno effettuati accertamenti sulle cause della morte.
L’uomo ha dichiarato agli inquirenti di aver ucciso Nataly accidentalmente durante un gioco erotico, sostenendo di averle spezzato il collo involontariamente. Tuttavia, questa versione non ha mai convinto gli investigatori. Le prove raccolte – tra cui testimonianze e analisi dei dispositivi elettronici – supportano l’ipotesi che la donna sia stata assassinata dopo una violenta lite, probabilmente strangolata o colpita con un’arma da taglio.
Un delitto legato a una doppia vita?
Le indagini hanno rivelato che Gonzalez Rivas avrebbe avuto una relazione parallela con una donna residente in El Salvador. L’uomo avrebbe espresso l’intenzione di farla trasferire nella casa in zona Bicocca, dove viveva con Nataly. La vittima, dopo aver scoperto il tradimento, sarebbe stata costretta a lasciare l’abitazione, circostanza che potrebbe aver scatenato il litigio fatale.
Le telecamere e il borsone nero: la ricostruzione degli investigatori
Uno degli elementi chiave dell’inchiesta è il borsone nero in cui è stato ritrovato il corpo della donna. Si tratta dello stesso bagaglio che Gonzalez Rivas è stato ripreso a caricare nella sua auto la notte della scomparsa, come documentato dalle telecamere di sorveglianza.
L’uomo inizialmente aveva dichiarato di aver lasciato il borsone in un fosso nei pressi di Cassano d’Adda, ma secondo gli investigatori potrebbe averlo gettato direttamente nel fiume la notte del 25 gennaio. La corrente, poi, lo avrebbe trasportato fino a Zelo Buon Persico, dove è riaffiorato il 2 marzo.
Indagini coordinate dalla Procura di Milano
L’inchiesta, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, è coordinata dalla procuratrice aggiunta Letizia Mannella e dalla PM Alessia Menegazzo. Secondo l’accusa, Gonzalez Rivas avrebbe più volte cercato di depistare le indagini, fornendo informazioni contraddittorie.
Gli esami autoptici previsti per il 6 marzo saranno fondamentali per chiarire le reali circostanze della morte di Nataly e consolidare l’impianto accusatorio nei confronti dell’indagato.