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Osservatorio CNA: Milano al 16° posto in Italia per tasse, meglio di molte città lombarde

La pressione fiscale cala leggermente, ma restano forti squilibri tra territori: dal “Tax Free Day” al divario tra Nord e Sud

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Secondo la settima edizione dell’Osservatorio CNA “Comune che vai fisco che trovi”, la pressione fiscale sulle imprese individuali italiane è scesa dal 52,8% al 52,3%. Una riduzione minima, che tuttavia lascia emergere grandi differenze tra città e regioni. In media, nel 2024 le imprese hanno lavorato “per il fisco” fino al 9 luglio, guadagnando due giorni rispetto al 2023.

Lombardia tra luci e ombre

Nella classifica dei 114 capoluoghi italiani, Sondrio è la città lombarda più virtuosa, con un Total Tax Rate del 49,8% (8° posto nazionale) e un “Tax Free Day” fissato al 30 giugno. Sul podio regionale anche Milano (16ª con il 50,5%) e Brescia (25ª con il 50,9%).

All’altro estremo, Cremona si conferma tra i territori più penalizzati: 105ª a livello nazionale, con una pressione fiscale che raggiunge il 55,7% e un “Tax Free Day” posticipato al 22 luglio.

La mappa del fisco lombardo

Tra le altre città della regione, Bergamo e Lodi (51,3%) festeggiano il 6 luglio, Monza l’8 luglio, Como il 9 luglio, Lecco e Varese il 10 luglio, mentre Mantova e Pavia attendono rispettivamente l’11 e il 12 luglio. Solo 10 comuni italiani presentano un Total Tax Rate sotto al 50%, e tra questi in Lombardia compare soltanto Sondrio.

Le parole di CNA Lombardia

«Per i piccoli e medi imprenditori è discriminante dover lavorare fino a luglio o agosto per un socio chiamato Stato», ha spiegato Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia. «Più la Pubblica Amministrazione è efficiente e prudente, più il carico fiscale diventa sostenibile. I dati mostrano un leggero miglioramento, ma resta ancora molta strada da fare».

I fattori che incidono

Lo studio prende come riferimento un’impresa tipo con un laboratorio artigiano e un negozio per un valore di 500mila euro ciascuno, ricavi di 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila. Le differenze tra i territori sono dovute principalmente ad addizionali comunali e regionali, IMU e tributi sui rifiuti. L’analisi evidenzia inoltre che dove la macchina amministrativa funziona meglio, la pressione fiscale è più sostenibile.

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