Parità di genere nelle aziende: Milano in ritardo nonostante i progressi
Milano – Secondo un recente studio del Winning Women Institute (WWI), società di consulenza specializzata in inclusione e gender equality, Milano e la Lombardia mostrano segnali incoraggianti, ma non sono in testa alla classifica nazionale della parità di genere in ambito aziendale. Nonostante gli incentivi introdotti negli ultimi mesi abbiano stimolato una crescita significativa delle […]
Milano – Secondo un recente studio del Winning Women Institute (WWI), società di consulenza specializzata in inclusione e gender equality, Milano e la Lombardia mostrano segnali incoraggianti, ma non sono in testa alla classifica nazionale della parità di genere in ambito aziendale. Nonostante gli incentivi introdotti negli ultimi mesi abbiano stimolato una crescita significativa delle certificazioni, il cammino verso un ambiente professionale equo è ancora lungo.
Lombardia sopra la media, ma non leader
Con 1.622 aziende certificate per la parità di genere – pari a 22,2 ogni 10mila imprese – la Lombardia si posiziona sopra la media nazionale (15,5), ma è solo terza dopo Lazio e Trentino-Alto Adige. Milano, con 281 imprese certificate (28,5 su 10mila), si colloca alle spalle di Roma (36,6) e Bari (28,5), seguita da vicino da Isernia.
“Stiamo andando nella direzione giusta – spiega Maurizio Mosca, responsabile certificazione e formazione di WWI – ma il traguardo di un sistema imprenditoriale equo e inclusivo è ancora lontano. Ciononostante, abbiamo già superato alcuni degli obiettivi fissati dal PNRR”.
Il settore edile sorprende: guida la transizione verso l’equità
A stupire maggiormente è il settore delle costruzioni, che guida la classifica delle certificazioni con il 22,7% delle aziende in regola, nonostante una bassa presenza femminile nel comparto. La ragione? Il meccanismo premiale introdotto per le gare d’appalto, che ha spinto molte imprese del settore a investire in politiche di genere.
Seguono il settore manifatturiero con il 17%, mentre in fondo alla classifica si trovano i servizi sanitari e assistenziali (6,6%), paradossalmente quelli con la maggiore presenza femminile.
Parità retributiva e leadership femminile tra gli indicatori chiave
L’analisi si basa su circa 30 indicatori, tra cui le politiche salariali e il coinvolgimento delle donne nei processi decisionali. Elementi strategici per una valutazione completa dell’equità di genere, che vanno oltre la semplice presenza femminile.
“Le imprese che scelgono la certificazione sono spesso realtà di grandi dimensioni – continua Mosca – che vedono nella parità un fattore strategico, legato alla reputazione e alla sostenibilità”.
Cresce anche l’interesse tra le PMI lombarde
Il dato positivo arriva dalla partecipazione delle piccole e micro imprese lombarde: 545 aziende piccole (33% del totale) e 177 microimprese (11%) hanno ottenuto la certificazione. Un segnale che il tema dell’inclusività sta facendo breccia anche nel tessuto imprenditoriale più minuto, con prospettive incoraggianti per un futuro più equo nel mondo del lavoro.