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Prefettura di Milano, salta la trattativa: i sindacati proclamano lo sciopero contro carichi eccessivi e stop al lavoro agile

Dopo il mancato accordo del 18 luglio, FP CGIL, UILPA, Confsal UNSA e RSU confermano lo stato di agitazione Milano – Dopo settimane di confronto e tentativi di mediazione, la trattativa tra l’Amministrazione della Prefettura di Milano e le rappresentanze sindacali è ufficialmente naufragata. L’ultimo incontro, tenutosi il 18 luglio, ha sancito la rottura definitiva. […]

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Dopo il mancato accordo del 18 luglio, FP CGIL, UILPA, Confsal UNSA e RSU confermano lo stato di agitazione

Milano – Dopo settimane di confronto e tentativi di mediazione, la trattativa tra l’Amministrazione della Prefettura di Milano e le rappresentanze sindacali è ufficialmente naufragata. L’ultimo incontro, tenutosi il 18 luglio, ha sancito la rottura definitiva. Le sigle sindacali FP CGIL, UILPA, Confsal UNSA e la RSU giudicano inaccettabile la rigidità della Prefettura, che non ha offerto soluzioni concrete rispetto a criticità ormai croniche.

Emergenza personale e salari bloccati

Alla base della mobilitazione, una situazione lavorativa che i sindacati definiscono “non più sostenibile”: il calo del potere d’acquisto dei dipendenti, l’assenza di rinnovi per il salario accessorio e un organico drasticamente ridotto. La costante emorragia di personale, dovuta a pensionamenti e dimissioni, non è stata compensata da nuove assunzioni, aggravando il peso sulle poche risorse rimaste.

L’eredità ingombrante di Monza

Uno dei principali nodi della vertenza riguarda la gestione delle pratiche della Prefettura di Monza e Brianza, che da oltre 12 anni restano inspiegabilmente in carico a Milano. Questo trasferimento “temporaneo”, mai risolto nonostante un accordo risalente al 2012, continua a generare un sovraccarico insostenibile per il personale milanese. A discapito dell’efficienza dei servizi rivolti sia ai cittadini di Milano sia a quelli di Monza.

Digitalizzazione frenata e ritorno alla carta: un passo indietro

I sindacati contestano con forza anche le scelte organizzative della Prefettura di Milano, che sembrano andare in direzione opposta rispetto agli obiettivi di modernizzazione della Pubblica Amministrazione. La drastica riduzione del lavoro agile e il ritorno massiccio all’utilizzo della documentazione cartacea contraddicono le linee guida del Ministero dell’Interno e ostacolano la piena digitalizzazione, ritenuta strategica per rendere i servizi più efficienti e attrattivi.

Le richieste sindacali: tavolo interprefettizio, smart working e chiarezza sulle competenze

L’assemblea dei lavoratori chiede con forza:

  • Una roadmap certa e condivisa per il trasferimento delle competenze alla Prefettura di Monza. A partire dall’Ufficio Cittadinanza e dalle aree cruciali come l’Immigrazione, l’Ordine Pubblico e il Sistema Sanzionatorio.
  • L’attivazione immediata di un Tavolo Permanente tra le Prefetture di Milano e Monza per gestire in modo ordinato e trasparente la transizione amministrativa, mai convocato nonostante le richieste sindacali risalenti all’ottobre 2024.
  • Il pieno riconoscimento del lavoro agile, coworking e remote working per tutti i dipendenti, in coerenza con gli obiettivi previsti nel Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2025–2027.

Sciopero in arrivo: modalità e date nei prossimi giorni

Le rappresentanze sindacali hanno annunciato che nei prossimi giorni verranno comunicate le modalità operative dello sciopero. Il segnale è chiaro: se non ci sarà una svolta nelle politiche organizzative e di gestione del personale, la mobilitazione andrà avanti. Per FP CGIL, UILPA, Confsal UNSA e RSU la priorità resta “un’amministrazione sostenibile e moderna, al servizio dei cittadini e dei lavoratori”.

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