RAI, settimana di scioperi a Milano: doppia protesta dei lavoratori tra produzione e pubblicità
Scioperi e presìdi davanti alla sede RAI di Corso Sempione: lavoratori di Produzione e RAI Pubblicità chiedono contratti, assunzioni e investimenti.
A Milano si apre una settimana decisiva per le lavoratrici e i lavoratori del gruppo RAI. La Slc Cgil ha indetto due giornate di sciopero con presidio davanti alle sedi di Corso Sempione, portando in piazza le criticità che da tempo pesano su produzione e pubblicità. L’obiettivo è ottenere risposte concrete su contrattazione, gestione del personale e investimenti.
5 novembre: si fermano gli Specializzati della Produzione
Mercoledì 5 novembre, dalle 9:30 alle 12:00, sarà il turno degli Specializzati della Produzione del Centro RAI di Milano, che sciopereranno per l’intero turno di lavoro.
La protesta denuncia una situazione ormai insostenibile:
- assenza di nuove selezioni efficaci, con l’ultima andata deserta a causa di requisiti considerati obsoleti come l’obbligo della patente C;
- ricorso crescente agli appalti anche per attività ordinarie, con rischi economici e legali;
- tagli a tecnologia, formazione e riconoscimenti professionali, elementi essenziali per garantire qualità e innovazione.
I lavoratori chiedono un cambio di passo nella politica del personale, maggiore valorizzazione delle competenze e relazioni industriali finalmente corrette.
7 novembre: sciopero di 8 ore per RAI Pubblicità
Venerdì 7 novembre toccherà invece alle lavoratrici e ai lavoratori di RAI Pubblicità, che incroceranno le braccia per otto ore, sempre con presidio in corso Sempione 73.
La mobilitazione nasce dalla stagnazione del Contratto Collettivo di Lavoro, il cui rinnovo è fermo da anni. Dopo l’ultimo incontro con l’azienda, i sindacati denunciano:
- l’assenza di passi avanti concreti;
- la scelta della direzione di subordinare il contratto alle condizioni economiche della capogruppo RAI;
- la mancata considerazione delle specificità organizzative e produttive di RAI Pubblicità, realtà separata dal punto di vista giuridico.
Una posizione giudicata inaccettabile, che spinge i lavoratori a rivendicare piena autonomia contrattuale e un riconoscimento reale della loro professionalità.
Una sola richiesta: dignità per chi fa servizio pubblico
Le due iniziative, pur diverse nei contenuti, condividono un messaggio comune: il lavoro in RAI e nelle sue controllate deve tornare centrale. I sindacati chiedono assunzioni, investimenti tecnologici, contrattazione trasparente e valorizzazione delle competenze di chi assicura ogni giorno un servizio pubblico di qualità.