Rapine e furti di lusso tra Milano e Brianza: smantellata la banda dei “pendolari del crimine”
Sette arresti e nove indagati: colpivano magazzini e aziende tra Lombardia e Toscana con bottini di alto valore.
Tessuti di alta qualità, profumi firmati e prodotti cosmetici di fascia premium: era questo l’obiettivo della banda specializzata in furti e rapine a danno di aziende, smantellata dai carabinieri con una maxi operazione tra Milano, Pavia e la Brianza. Il gruppo puntava esclusivamente a merce di lusso, selezionando con attenzione depositi e magazzini logistici.
All’alba di mercoledì 17 dicembre i militari della Compagnia di Voghera, con il supporto dei comandi di Vimercate, Corsico, Merate e Latina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura di Pavia. Sette le persone arrestate, mentre in totale sono nove i soggetti coinvolti nell’inchiesta, tutti cittadini di origine romena e in parte residenti nell’hinterland nord di Milano e nella zona di Trezzano sul Naviglio.
Indagini partite da un maxi furto di profumi
L’inchiesta ha preso avvio da un colpo messo a segno in un deposito di profumi di alta gamma a Casei Gerola, nel Pavese. L’analisi dei filmati di videosorveglianza e dei tabulati telefonici ha permesso agli investigatori di individuare i veicoli utilizzati e di ricostruire i movimenti della banda, facendo emergere collegamenti con altri episodi simili.
Una lunga scia di colpi tra Lombardia e Toscana
Secondo gli inquirenti, il gruppo sarebbe responsabile di numerosi furti e rapine. Tra i casi contestati figurano il raid del 5 maggio alla ditta “Dream Flower” di Casei Gerola e il furto di un tir carico di filati pregiati del valore di circa 200mila euro avvenuto a Villasanta. L’attività criminale si sarebbe estesa anche fuori regione, con un assalto a un deposito di cosmetici a Pistoia il 22 giugno e due rapine violente a Voghera e Lodi nel mese di luglio.
I “pendolari del lusso”
Gli investigatori li definiscono “pendolari del crimine”: un gruppo strutturato e organizzato, capace di muoversi rapidamente tra diverse province. Prima dei colpi effettuavano sopralluoghi accurati, utilizzavano veicoli rubati per spaccate o blocchi stradali e si dileguavano in pochi minuti per rendere difficile l’intervento delle forze dell’ordine.
Con gli arresti eseguiti, la rete criminale è stata in gran parte disarticolata. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera filiera della ricettazione e del riciclaggio e per verificare eventuali ulteriori episodi riconducibili alla banda, che per mesi ha colpito il cuore produttivo della Lombardia.