Regione Lombardia lancia il nuovo piano quadriennale contro la violenza di genere con focus su autonomia e prevenzione
Il piano regionale prevede formazione, sostegno abitativo ed economico, prevenzione nelle scuole e tutela delle donne vulnerabili.
La Giunta regionale lombarda ha approvato il nuovo Piano quadriennale per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, ora all’esame del Consiglio regionale. Il piano punta a rafforzare la formazione degli operatori, sostenere percorsi di autonomia abitativa ed economica e sviluppare progetti di prevenzione nelle scuole, nello sport e tra i giovani.
Quattro assi strategici e un modello integrato
Il piano si articola in quattro direttrici: prevenzione; protezione e sostegno; perseguire e punire; governance e promozione, in linea con il Piano nazionale 2025–2027 e la Convenzione di Istanbul. La Regione conferma il proprio modello integrato, basato su 27 reti territoriali antiviolenza, che comprendono 56 Centri Antiviolenza, 173 Case Rifugio e numerosi soggetti pubblici e del privato sociale, con stanziamenti complessivi di 39 milioni di euro dall’inizio della legislatura.
Progetti innovativi per autonomia e supporto
Tra le iniziative più rilevanti:
- “Misura Ri Parto”: reinserimento lavorativo per donne vittime di violenza.
- “Una casa per Ricominciare”: 100 immobili destinati all’autonomia abitativa.
- “Vicini a ogni donna”: supporto a donne con disabilità vittime di violenza.
- “Crescere Insieme”: attenzione agli orfani di femminicidio.
Questi progetti mirano a garantire protezione e sostegno concreto, promuovendo l’autonomia economica e abitativa come strumenti di uscita dalla violenza.
Dati aggiornati e criticità territoriali
Secondo i dati del Ministero dell’Interno, nei primi nove mesi del 2025 in Italia sono state registrate 73 vittime di femminicidio, 16 delle quali in Lombardia, metà nell’area di Milano. I Centri Antiviolenza lombardi hanno accolto 6.342 donne nel 2024, in crescita rispetto alle 5.810 del 2023. Il 39,4% dei casi riguarda la provincia di Milano, con una significativa incidenza di minori testimoni di violenza. Le forme più diffuse sono psicologica (30,5%) e fisica (23%), con autori principalmente mariti, conviventi o ex conviventi.
Autonomia e empowerment al centro della strategia
Come sottolinea l’assessore Elena Lucchini, uscire dalla violenza è solo il primo passo: “La nostra responsabilità è garantire alle donne un futuro di autonomia, autodeterminazione e libertà. Investire in prevenzione, protezione e empowerment significa rafforzare l’intera comunità”.