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Categoria: ISTITUZIONI

Regione Lombardia: via libera al “mini vitalizio” per i consiglieri regionali

Approvata la nuova indennità differita: contributo volontario e assegno a 65 anni Milano – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con 49 voti favorevoli e 17 contrari il provvedimento che introduce un’indennità differita per i consiglieri regionali, i componenti della Giunta e i Sottosegretari. La misura, a decorrere da questa legislatura, permetterà agli eletti […]

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Approvata la nuova indennità differita: contributo volontario e assegno a 65 anni

Milano – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con 49 voti favorevoli e 17 contrari il provvedimento che introduce un’indennità differita per i consiglieri regionali, i componenti della Giunta e i Sottosegretari. La misura, a decorrere da questa legislatura, permetterà agli eletti di accantonare una quota volontaria della loro indennità per ricevere, al compimento dei 65 anni, un assegno calcolato con il metodo contributivo.

Come funziona il nuovo “mini vitalizio”

Il sistema prevede una trattenuta volontaria pari all’8,8% dell’indennità di carica, equivalente a circa 6.327 euro mensili. I fondi accumulati saranno poi rivalutati con un incremento di 2,75 volte sulla base di coefficienti legati all’età anagrafica del beneficiario al momento dell’erogazione.

Al termine della legislatura (2028), si stima che la spesa per l’indennità differita sarà di circa 230mila euro all’anno, a fronte di una riduzione di 600mila euro della spesa per i vitalizi precedenti al 2013, anno in cui furono aboliti. Secondo i promotori della misura, questo meccanismo garantisce che il provvedimento non incida sui costi della politica.

Le dichiarazioni politiche: tra sostegno e polemiche

Il relatore del provvedimento, Matteo Forte (FdI), ha difeso la nuova norma. “Si tratta di un atto di giustizia: non si stanno reintroducendo i vitalizi, ma offrendo ai consiglieri una forma di risarcimento per il tempo dedicato alla collettività, senza pesare sulle casse pubbliche. L’adesione è volontaria e il metodo è puramente contributivo.”

Di parere opposto Nicola Di Marco (M5S), che ha duramente criticato il provvedimento. “Questa legge reintroduce di fatto i vitalizi aboliti 12 anni fa, seppur con un altro nome. Anche se oggi parliamo di una spesa minima, chi ci garantisce che in futuro non verranno aumentati gli oneri a carico del Consiglio per rendere l’assegno più consistente?”

Le modifiche approvate e il dibattito in Aula

Durante la discussione, sono stati approvati sei emendamenti proposti da Forte, tra cui:

– Rafforzamento della volontarietà dell’adesione, che dovrà essere comunicata entro 90 giorni dall’insediamento.

– Rimozione del termine “a carattere previdenziale”, per evitare che venga percepito come un sistema pensionistico.

– Introduzione della possibilità di restituzione delle somme versate in caso di decadenza prima del termine della legislatura.

Gli emendamenti e l’ordine del giorno presentati da Di Marco (M5S) sono stati invece tutti respinti.

Un precedente per altre regioni?

Con questa legge, la Lombardia si allinea ad altre regioni italiane che hanno già adottato meccanismi simili per i consiglieri regionali. Resta aperto il dibattito su come questa misura potrà evolversi nel tempo e su eventuali futuri adeguamenti dell’assegno.

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