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Reinserimento sociale in carcere: lavoro e formazione al centro del convegno a Palazzo Pirelli

Milano – Restituire dignità attraverso il lavoro: questo il cuore del convegno “In carcere non si finisce… si ricomincia”, promosso dalla Commissione Carceri del Consiglio Regionale della Lombardia. L’evento si è svolto nella sede di Palazzo Pirelli e ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti e operatori del settore per riflettere su percorsi efficaci di reinserimento sociale […]

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Milano – Restituire dignità attraverso il lavoro: questo il cuore del convegno “In carcere non si finisce… si ricomincia”, promosso dalla Commissione Carceri del Consiglio Regionale della Lombardia. L’evento si è svolto nella sede di Palazzo Pirelli e ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti e operatori del settore per riflettere su percorsi efficaci di reinserimento sociale per i detenuti.

Un approccio concreto per abbattere la recidiva

Nel suo intervento di apertura, la Presidente della Commissione Carceri Alessia Villa (Fratelli d’Italia) ha evidenziato l’impegno della Regione nel sostenere progetti mirati alla formazione professionale e all’inserimento lavorativo nelle strutture penitenziarie. “Non ci limitiamo a denunciare le criticità del sistema carcerario, ma proponiamo strumenti reali per trasformare il periodo di detenzione in un’opportunità – ha dichiarato Villa –. Il lavoro in carcere è un antidoto potente alla recidiva: laddove si investe in percorsi occupazionali, il tasso di ricaduta crolla dal 70% al 2%”.

Il carcere come luogo di rieducazione, non emarginazione

Anche il Vicepresidente della Commissione, Luca Paladini (Patto Civico), ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma. “Il carcere non deve essere un contenitore di esclusione sociale – ha detto –. Dobbiamo creare condizioni per cui, al termine della pena, le persone possano tornare cittadini a pieno titolo. E questo è possibile solo offrendo formazione, fiducia e un impiego concreto”.

Il progetto “Pionieri”: otto storie di riscatto dalla Casa di Reclusione di Vigevano

Durante il convegno è stato presentato il progetto video “Pionieri”, realizzato all’interno della Casa di Reclusione di Vigevano in collaborazione con la cooperativa bee.4 – altre menti. Otto detenuti, attualmente impiegati in un contact center interno alla struttura, hanno raccontato il proprio percorso di cambiamento attraverso lo storytelling audiovisivo. Una testimonianza autentica del valore trasformativo del lavoro in carcere.

Un modello innovativo e replicabile di lavoro in carcere

Nel 2024, grazie all’intervento della cooperativa bee.4, è stato attivato un call center interno alla struttura penitenziaria che oggi offre un impiego stabile a 30 detenuti. Le attività spaziano dall’help desk al customer care, dimostrando che anche in contesti complessi è possibile costruire modelli virtuosi di inclusione sociale. Il progetto ha avuto effetti positivi non solo sul reinserimento, ma anche sul benessere interno all’istituto e sul clima relazionale tra detenuti e personale.

Oltre ai saluti istituzionali di Villa e Paladini, il convegno ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo politico, accademico e imprenditoriale, tra cui il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, la Direttrice della Casa di Reclusione di Vigevano Rosalia Marino e i referenti di aziende come EOLO, Sielte, Dolomiti Energia e TeamSystem, coinvolti attivamente nel progetto.

Tavola rotonda: come replicare i modelli di successo

A concludere la mattinata, la tavola rotonda “Limiti e opportunità per la replicabilità di modelli di intervento efficaci”, moderata dal prof. Filippo Giordano dell’Università LUMSA. Al dibattito hanno preso parte, tra gli altri, gli assessori regionali Elena Lucchini e Simona Tironi, il Garante dei detenuti della Lombardia Gianalberico De Vecchi, rappresentanti del Ministero della Giustizia, del CNEL, della Camera Penale e della società civile.

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