Rottamazione Quinquies: Commercialisti di Milano chiedono dilazione decennale per famiglie e imprese
Milano – L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano accoglie con favore la proroga dei versamenti fiscali, ma sottolinea l’importanza di misure più strutturate per sostenere famiglie e piccole imprese in difficoltà. A lanciare l’appello è la presidente Marcella Caradonna, che commenta positivamente la proposta di una nuova forma di rottamazione dei […]
Milano – L’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano accoglie con favore la proroga dei versamenti fiscali, ma sottolinea l’importanza di misure più strutturate per sostenere famiglie e piccole imprese in difficoltà. A lanciare l’appello è la presidente Marcella Caradonna, che commenta positivamente la proposta di una nuova forma di rottamazione dei debiti fiscali, la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, che prevede una dilazione fino a 10 anni.
Caradonna: “Pagamenti in 120 rate per sostenere la ripresa”
Secondo Caradonna, la proposta sostenuta dal deputato Alberto Gusmeroli rappresenta una reale opportunità per alleggerire il peso fiscale senza azzerare il debito, ma eliminando sanzioni e interessi di mora, e consentendo una rateizzazione fino a 120 mesi. “Una misura di questo tipo”, spiega, “sarebbe un’ancora di salvezza per migliaia di piccole e medie imprese italiane messe in crisi dalle instabilità economiche internazionali e dal contesto post-pandemico”.
Benefici per lo Stato: più incassi, meno insolvenze
La Rottamazione Quinquies non solo permetterebbe a imprese e cittadini di rimettersi in carreggiata, ma offrirebbe anche allo Stato la possibilità di recuperare crediti fiscali che, in assenza di una dilazione più ampia, rischierebbero di rimanere inesigibili. “Con questa formula, il fisco incasserebbe somme che altrimenti sarebbero difficili da recuperare”, sottolinea la presidente dei commercialisti milanesi.
Una proposta concreta per la stabilità economica
Il Consiglio dell’Ordine auspica che l’iniziativa venga presa in seria considerazione dal governo e si concretizzi a breve, soprattutto alla luce delle pressioni finanziarie che molte aziende e famiglie stanno affrontando. “Serve uno strumento efficace e sostenibile che aiuti davvero chi vuole adempiere, ma oggi non ce la fa”, conclude Caradonna.