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Categoria: ISTITUZIONI

San Siro, il Comune di Milano detta le condizioni: stadio da 70mila posti e massimo 9 milioni per le bonifiche

Definiti i paletti per la vendita a Inter e Milan: sostenibilità, tutele per i residenti e clausola di earn-out sulla rivendita

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Il Comune di Milano ha fissato le condizioni per la vendita dello stadio di San Siro a Inter e Milan. Tra i paletti: limite di 9 milioni per le bonifiche, capienza minima di 70mila posti e garanzie su verde e sostenibilità. Prevista anche una clausola di earn-out in caso di rivendita.

Nel vertice del 2 settembre a Palazzo Marino tra il Pd e la vicesindaca Anna Scavuzzo, il Comune ha stabilito i limiti economici dell’operazione. Palazzo Marino parteciperà alle spese di bonifica dell’area solo fino a un massimo di 9 milioni di euro, anche se i costi dovessero superare tale cifra. Per demolizione e rifunzionalizzazione dello stadio la quota fissata è di 12 milioni, identica a quella prevista per il tunnel Patroclo.

La capienza resta a 70mila posti

Un altro punto fermo riguarda la capienza del nuovo stadio: il Pd ha ribadito la volontà di mantenerla a 70mila posti, respingendo l’ipotesi dei club di scendere a 60mila. Inoltre, il progetto dovrà rispettare le volumetrie, garantire la neutralità carbonica senza compensazioni esterne e tutelare i residenti con una distanza adeguata dalle abitazioni.

Verde e opere pubbliche

Sul fronte ambientale, sono arrivate rassicurazioni: il masterplan prevede un parco da 52mila metri quadrati, con aree accessibili alla cittadinanza. Il progetto si svilupperà in più fasi: prima il tunnel Patroclo, poi la costruzione del nuovo stadio, la rifunzionalizzazione del Meazza e, infine, la realizzazione delle opere accessorie. Ogni step sarà garantito da fideiussioni per tutelare il Comune in caso di mancato completamento.

La clausola di earn-out per Inter e Milan

Tra le condizioni anche una clausola di earn-out: se entro cinque anni i club dovessero rivendere l’area a un valore superiore a quello concordato, Palazzo Marino riceverà fino al 50% della plusvalenza, quota destinata a ridursi progressivamente con il passare del tempo. Una misura voluta per garantire ulteriormente la solidità dell’operazione e il ritorno economico per la città.

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