San Siro: il dossier sulla vendita dello stadio slitta a settembre
Milano – La decisione sul futuro dello stadio Giuseppe Meazza è rimandata a settembre. Lo ha annunciato in Consiglio comunale il sindaco di Milano Giuseppe Sala, spiegando che il percorso per la vendita dell’impianto a Milan e Inter, inizialmente previsto entro fine luglio, subirà un rinvio. “Dobbiamo riavviare il percorso consiliare da settembre”, ha dichiarato […]
Milano – La decisione sul futuro dello stadio Giuseppe Meazza è rimandata a settembre. Lo ha annunciato in Consiglio comunale il sindaco di Milano Giuseppe Sala, spiegando che il percorso per la vendita dell’impianto a Milan e Inter, inizialmente previsto entro fine luglio, subirà un rinvio. “Dobbiamo riavviare il percorso consiliare da settembre”, ha dichiarato Sala, inserendo la questione San Siro tra i dossier prioritari della città.
Vincolo storico in arrivo: corsa contro il tempo per evitare lo stop
Il rinvio crea una corsa contro il tempo: dal 10 novembre 2025, infatti, il secondo anello dello stadio San Siro compirà 70 anni e, secondo le attuali normative, scatterà automaticamente un vincolo storico che impedirebbe l’abbattimento della struttura. Un vincolo che potrebbe compromettere l’intero progetto delle due squadre milanesi, che puntano alla demolizione del vecchio impianto per costruire un nuovo stadio nella stessa area.
La maggioranza si divide, i Verdi confermano il no alla vendita
La decisione di posticipare la delibera nasce dalle tensioni interne alla stessa maggioranza che sostiene Sala. Diverse forze politiche hanno espresso perplessità, soprattutto dopo l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto anche il dossier San Siro. I Verdi hanno confermato il loro fermo no alla cessione del Meazza e delle aree circostanti per 197 milioni di euro, cifra indicata dall’Agenzia delle Entrate.
“Milano ha bisogno di una nuova visione urbanistica, non della vendita di San Siro per una speculazione immobiliare”, ha dichiarato Angelo Bonelli, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra. Sulla stessa linea anche il consigliere comunale Carlo Monguzzi, che ha commentato: “Due mesi in più non cambiano nulla”. Il consigliere regionale Onorio Rosati ha chiesto un blocco alle decisioni urbanistiche più controverse, a partire proprio da San Siro.
Il sostegno del PD c’è, ma con prudenza: “Serve una pausa di riflessione”
Nel fine settimana, il Partito Democratico milanese ha ribadito il proprio appoggio al sindaco Sala, ma ha chiesto un approccio più cauto sui temi urbanistici, a cominciare proprio dal futuro dello stadio. L’inchiesta in corso sulla gestione dell’urbanistica ha acceso i riflettori su molti progetti, tra cui anche quello di San Siro, alimentando dubbi e richieste di trasparenza.
Sala: “Ripartire a settembre con responsabilità”
Nel suo intervento in aula, il sindaco Sala ha spiegato di voler rispettare le scadenze legate al progetto, ma ha riconosciuto la necessità di un rallentamento: “Dobbiamo affrontare questa partita con responsabilità e chiarezza. San Siro è uno dei tanti fronti su cui la politica cittadina è chiamata ad agire”. Il primo cittadino si è detto fiducioso di poter riprendere il confronto in aula a settembre, con l’obiettivo di coniugare rigore amministrativo, trasparenza e rispetto delle tempistiche.