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Categoria: ISTITUZIONI

San Siro, Marotta avverte: “Se non si decide a Milano andremo via”. Sala: “Non è una minaccia”

Il presidente dell’Inter pressa sul nuovo stadio: “Pronti a lasciare Milano”. Botta e risposta con Fedrighini, la replica del sindaco Sala.

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Il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha lanciato un messaggio forte sul destino di San Siro: “Se la questione non si risolve, saremo costretti ad andare altrove. Non farebbe bene a Milano, ma non possiamo aspettare all’infinito”. Le parole arrivano a pochi giorni dal voto sulla vendita dell’impianto ai club milanesi, che puntano a costruire un nuovo stadio moderno e abbattere gran parte del Meazza.

La critica ai politici “di 30 anni fa”

Marotta non si è limitato a parlare di calcio, ma ha puntato il dito anche contro chi, a suo dire, frena l’innovazione: “Il dibattito è inquinato da politici di 30 anni fa, troppo conservativi e poco capaci di cogliere le esigenze di una città come Milano. Inter e Milan rappresentano eccellenze mondiali e meritano un impianto all’altezza”.

Fedrighini contro Marotta: “Ultimatum inaccettabili”

Tra i primi a replicare è stato Enrico Fedrighini, consigliere comunale da sempre favorevole alla ristrutturazione del Meazza e contrario a un nuovo stadio. Secondo lui, i club stanno imponendo una scelta senza alternative: “Dal primo giorno il progetto è stato condotto a colpi di ultimatum. Non si può trattare il consiglio comunale come un organo di semplici esecutori. Respingere la delibera sarebbe un atto di dignità politica per Milano”.

Sala smorza i toni: “Non lo vedo come un ricatto”

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha cercato di riportare la discussione su binari più pacati: “Non considero le parole di Marotta una minaccia. È molto probabile che le squadre possano lasciare Milano, ma la decisione finale spetta al consiglio comunale, che dovrà agire con coscienza e trasparenza. Io ho fatto tutto ciò che era nelle mie possibilità”.

Una scelta che segnerà il futuro di Milano

Il voto sul destino di San Siro sarà decisivo non solo per il calcio milanese, ma per l’immagine stessa della città. Da un lato c’è la spinta verso un nuovo impianto moderno e competitivo a livello europeo, dall’altro la volontà di conservare un simbolo storico e rinnovarlo. L’esito della delibera potrebbe cambiare per sempre il rapporto tra Milano e le sue squadre.

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