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Categoria: ISTITUZIONI

San Siro, salta il numero legale in Consiglio: voto rinviato a lunedì 29 settembre, delibera appesa a un filo

Slitta il voto sulla vendita di San Siro: maggioranza divisa, opposizione compatta. Il futuro dello stadio resta incerto.

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Il Consiglio comunale di Milano ha discusso la delibera per la vendita dello stadio di San Siro e delle aree circostanti, ma la seduta si è conclusa senza un voto. La mancanza del numero legale ha fatto slittare la decisione a lunedì 29 settembre, quando basteranno 15 consiglieri presenti per procedere. In aula, intanto, non sono mancati momenti di tensione e fischi dal pubblico durante l’intervento della vicesindaca Anna Scavuzzo.

Scavuzzo: “San Siro deve offrire opportunità a tutti”

Presentando la delibera, la vicesindaca ha sottolineato la necessità di un progetto che unisca interesse pubblico e investimenti privati. «San Siro deve offrire nuove opportunità a residenti, famiglie, studenti e associazioni. Servono scelte chiare e visione di lungo termine», ha affermato Scavuzzo. L’intervento, accolto da mugugni in aula, ha ribadito l’obiettivo di trasformare il quartiere in un polo di inclusione sociale, sportiva e culturale.

Maggioranza spaccata, opposizione in attesa

La maggioranza resta divisa: sette consiglieri si oppongono, mentre il capogruppo della Lista Sala, Marco Fumagalli, non ha ancora sciolto le riserve. Anche nel Pd emergono incertezze, nonostante la direzione cittadina si sia espressa in larga maggioranza a favore della delibera.

Sala: “Un passaggio decisivo per Milano”

Il sindaco Beppe Sala ha definito la decisione sullo stadio «un momento importante per la città». Ha ricordato che un eventuale stop alla delibera potrebbe spingere Milan e Inter a guardare con rapidità ad altre soluzioni fuori da Milano, lasciando San Siro vuoto. «Il Consiglio è sovrano – ha aggiunto – io accetterò ogni scelta, ma la mia coscienza mi dice che un nuovo stadio è necessario per il futuro della città».

Il futuro dello stadio resta appeso

Lunedì si entrerà nel vivo: circa 50 emendamenti, maggioranza divisa e opposizione compatta rendono l’esito incerto. In gioco non c’è solo lo stadio, ma anche il destino di un’intera area urbana e la capacità di Milano di attrarre investimenti e mantenere il suo ruolo da protagonista nello sport europeo.

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