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San Zenone, 18enne violentata vicino alla stazione: test del DNA a tappeto su oltre 200 migranti di un centro accoglienza

Più di 200 ospiti del centro accoglienza si sono sottoposti volontariamente al prelievo. Indagini coordinate dalla procura di Lodi

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Una ragazza di 18 anni ha denunciato di essere stata aggredita e violentata nei pressi della stazione ferroviaria di San Zenone al Lambro. L’episodio si è consumato poco prima delle 23 di sabato 30 agosto, quando la giovane stava per prendere un treno diretto a Milano. Un uomo l’ha sorpresa nel sottopasso di via del Bissone, afferrandola per un braccio e trascinandola a forza in una zona isolata tra un guardrail e un muro di cemento. Dopo aver abusato di lei, l’aggressore è fuggito lasciandola sotto shock.

I prelievi di DNA al centro accoglienza

Le indagini dei carabinieri si sono concentrate fin da subito sulla Casa di solidarietà Papa Francesco, centro migranti situato a meno di 500 metri dal luogo della violenza. La vittima, tra i ricordi confusi di quella drammatica notte, ha descritto il suo aggressore come un uomo nordafricano, con carnagione scura e capelli ricci.

Per questo motivo oltre 200 ospiti della struttura si sono messi in fila e hanno accettato volontariamente di sottoporsi al prelievo del DNA. I campioni raccolti verranno ora analizzati dai Ris di Parma e confrontati con le tracce biologiche rinvenute sul corpo della giovane.

Indagini in corso

L’inchiesta è coordinata dalla procuratrice di Lodi, Laura Pedio, insieme alla pm Martina Parisi. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze, esaminando le telecamere della zona e lanciando un appello alla cittadinanza: chiunque abbia visto movimenti sospetti o possieda filmati utili è invitato a consegnarli ai carabinieri.

“Chi ha visto qualcosa o dispone di immagini registrate da telecamere private si faccia avanti” – ha dichiarato la procura – sottolineando come anche un dettaglio apparentemente marginale potrebbe risultare decisivo per individuare il responsabile.

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