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Sanità lombarda verso il collasso. Il report UIL: entro il 2038 mancheranno 34mila operatori tra medici e infermieri

La UIL Lombardia lancia l’allarme: entro il 2038 oltre un terzo del personale sanitario lascerà il servizio. “Serve un piano straordinario”.

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Un sistema sanitario sotto pressione e destinato al collasso se non si interviene subito. È quanto emerge dal rapporto UIL Lombardia 2025, elaborato su dati della Ragioneria Generale dello Stato e di AGENAS, che denuncia una perdita di oltre 34mila addetti entro il 2038. Tra i professionisti destinati a uscire dal sistema figurano quasi 10mila infermieri, 4.600 medici e circa 4mila operatori socio-sanitari (OSS).

Numeri allarmanti: pochi infermieri e troppi pensionamenti

Già oggi la Lombardia registra una carenza strutturale di personale: solo 3,8 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro i 4,6 della media nazionale e gli 8,26 europei. Tradotto in numeri, mancano almeno 7.800 infermieri per raggiungere la media italiana e oltre 44mila per allinearsi agli standard europei.

“Non è un problema tecnico, ma una vera emergenza sociale – spiega Salvatore Monteduro, segretario confederale UIL Lombardia –. Rischiamo di vedere ospedali e RSA in ginocchio, con tempi di cura insostenibili. Servono assunzioni, formazione e valorizzazione del personale”.

Professioni sanitarie poco attrattive: corsi universitari vuoti e abbandoni

Un’altra criticità riguarda i percorsi di studio. Le facoltà di Scienze Infermieristiche e altre professioni sanitarie registrano posti non coperti e alti tassi di abbandono. “Serve rendere questi mestieri più desiderabili – aggiunge Monteduro – offrendo stipendi adeguati, crescita professionale e condizioni di lavoro dignitose. Altrimenti, non riusciremo né a formare né a trattenere i professionisti necessari”.

Sicurezza e prevenzione: rischio desertificazione dei controlli

Il dossier UIL evidenzia un dato particolarmente preoccupante: entro il 2038, quasi il 40% dei tecnici della prevenzione andrà in pensione. “Questo – avverte Eloisa Dacquino, segretaria confederale UIL Lombardia – significherà meno controlli sui luoghi di lavoro, meno sicurezza ambientale e più rischi per la salute pubblica. In una regione che già detiene il triste primato per morti sul lavoro, non possiamo permetterci di dimezzare ulteriormente gli organici”.

UIL Lombardia chiede un piano straordinario di assunzioni

La UIL sollecita la Regione Lombardia ad aprire subito un tavolo con le parti sociali, per varare un piano straordinario di reclutamento e formazione. “La gestione del personale sanitario – concludono Monteduro e Dacquino – non è un atto burocratico ma una questione di salute pubblica. Senza interventi immediati, i cittadini lombardi rischiano di ritrovarsi con servizi scoperti, liste d’attesa infinite e un sistema sanitario incapace di garantire il diritto alla cura”.

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