Scuola intitolata a Ramelli, Sala blocca la proposta: “Scelta divisiva”. La Russa replica: “Serve coerenza”
Milano – Torna al centro del dibattito politico la proposta di intitolare una scuola milanese a Sergio Ramelli, il giovane del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975. A esprimere perplessità è il sindaco Beppe Sala, che definisce l’idea “difficile da sostenere”, poiché potenzialmente divisiva per la cittadinanza. Sala: “Le intitolazioni divisive non aiutano la memoria […]
Milano – Torna al centro del dibattito politico la proposta di intitolare una scuola milanese a Sergio Ramelli, il giovane del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975. A esprimere perplessità è il sindaco Beppe Sala, che definisce l’idea “difficile da sostenere”, poiché potenzialmente divisiva per la cittadinanza.
Sala: “Le intitolazioni divisive non aiutano la memoria condivisa”
Interpellato sull’iniziativa promossa dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, il primo cittadino ha sottolineato che le scelte commemorative devono tenere conto del clima di coesione sociale. “Non abbiamo infiniti spazi da dedicare e, se iniziamo a intitolare ogni luogo a singole vittime, rischiamo di alimentare ulteriori contrapposizioni. Preferisco soluzioni che uniscano, non che dividano”, ha dichiarato Sala
La Russa: “Serve coerenza, Ramelli merita lo stesso rispetto di Varalli”
Non si è fatta attendere la risposta di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato ha invocato equità di trattamento citando l’intitolazione del liceo tecnico di via Dini a Claudio Varalli, militante di sinistra ucciso nello stesso anno da un esponente di Avanguardia Nazionale. “O si riconoscono entrambe le storie oppure si adottano due pesi e due misure. Mi auguro coerenza istituzionale”, ha affermato.
Sala propone una via o piazza per tutte le vittime del terrorismo
Il sindaco di Milano ha rilanciato con un’ipotesi alternativa: una intitolazione collettiva per onorare tutte le vittime del terrorismo, senza distinzione ideologica. “Una via o una piazza dedicata alla memoria comune di chi ha perso la vita per mano del terrorismo, sia rosso che nero, può essere un gesto di unità nazionale”, ha spiegato, ricordando la sua presenza sia alla commemorazione di Ramelli sia a quella per Alberto Brasili, militante di sinistra ucciso nel maggio del 1975 da esponenti neofascisti.