Semafori bruciati con bici e monopattini in corso Buenos Aires, Piscina (Lega): "Commesse 121 infrazioni in 5 minuti, il Comune non controlla"
Il consigliere comunale ha diffuso sui social le immagini girate in un pomeriggio d'agosto lungo l'arteria commerciale. Nel mirino lo squilibrio delle sanzioni: "Il 97% dei verbali colpisce gli automobilisti".
Un cronometro, una telecamera e un incrocio tra i più battuti della città. Samuele Piscina, consigliere comunale e segretario provinciale della Lega a Milano, ha diffuso sui propri canali social il video girato in un pomeriggio d'agosto lungo corso Buenos Aires, dove sostiene di aver documentato 121 infrazioni nell'arco di appena cinque minuti. "Cinque minuti sono bastati per fotografare una vera e propria anarchia urbana totalmente fuori controllo", afferma l'esponente leghista, che parla di un "bilancio allarmante" riferito a una delle arterie commerciali più trafficate del capoluogo.
Il nodo delle multe: automobilisti sotto tiro
Il cuore della contestazione riguarda la distribuzione delle sanzioni. Secondo i dati citati da Piscina, oltre il 97 per cento dei verbali elevati dalla Polizia locale riguarda gli automobilisti, mentre le multe a carico di biciclette e monopattini si fermerebbero allo 0,2 per cento del totale. "Il Codice della Strada vale per tutti: automobilisti, motociclisti, ciclisti e utilizzatori di monopattini", osserva il consigliere, secondo cui a Palazzo Marino "sembrano convinti che le regole debbano valere solo a senso unico". Il quadro che descrive comprende mezzi contromano, marciapiedi invasi e semafori attraversati con il rosso, davanti ai quali, sostiene, "il Comune si volta dall'altra parte".
"Non è una bravata": il richiamo alla sicurezza
Sul piano del merito, l'attacco si concentra sulle conseguenze concrete dei comportamenti documentati. Passare con il rosso, sottolinea Piscina, "non è una bravata: significa mettere a repentaglio la propria incolumità, quella dei pedoni e di tutti gli utenti della strada". Da qui la critica all'impostazione politica dell'amministrazione: "La sicurezza stradale non può essere piegata all'ideologia della mobilità dolce a ogni costo".
La richiesta: più pattuglie e controlli reali
La conclusione è una domanda retorica sul campione osservato e una richiesta operativa. "Se in un campione di appena cinque minuti a un incrocio contiamo 121 violazioni, cosa accade ogni singolo giorno sulle strade milanesi?", si chiede il consigliere, che invita l'amministrazione ad "archiviare la propaganda e schierare subito pattuglie e controlli reali per fermare questa follia". Sul tema, al momento, non risultano repliche da Palazzo Marino.